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13/12/2018   Matteo Sbarufatti pronto per il futuro!

Ci è voluto carattere e coraggio per lasciare un'azienda nota e importante come la Fratelli Vitale e rimettersi in gioco, Matteo Sbarufatti ha rilasciato un'intervista ad iFerr Magazine in cui spiega la sua scelta e soprattutto le sue aspettative per il futuro. 

"A me piacerebbe sfruttare tutto il know-how che ho acquisito in questi anni nel settore, perché ho tanto da dare a questo mercato, in termini di professionalità, conoscenzee tanta passione. È per me un settore sfidante, sia dal punto di vista del produttore, del grossista e della grande distribuzione. Considero questi tre sistemi distributivi come potenziali per la mia carriera professionale, perché hanno tutti le proprie specificità da cogliere e sviluppare. L’importante è avere la possibilità di esprimere le mie potenzialità in progetti seri e lungimiranti, con una visione strategica ovviamente condivisa con la proprietà. Sono molto motivato e amo lavorare, vorrei quindi mettermi a disposizione di una realtà riconosciuta sul mercato, che si ponga obiettivi importanti e che abbia voglia di investire realmente nel proprio business futuro, sia dalpunt0 di vista umano, sia tecnologico. Oggi più che mai, il grossista ha la possibilità di giocare un ruolo fondamentale in questa difficile partita. Ma in alcuni casi deve cambiare mentalità e visione strategica. Per fare questo, a volte c’è bisogno di affidarsi a figure nuove, a manager che abbiano avuto altre esperienze, esterni alla tradizionale gestione familiare, che sappiano trovare nuovi spunti e nuove idee di business". matteo_sbarufatti@libero.it

Il resto dell'intervista sarà possibile leggerla sul numero 60 di iFerr Magazine disponibile da gennaio.

12/12/2018   Prodotti fai da te a noleggio

Secondo il recente rapporto Global Consumer Insights Survey 2018, diffuso in questi giorni dalla società di consulenza PricewaterhouseCoopers (per cui sono state intervistate oltre 22.000 persone di 27 Paesi, di cui 1.017 in Italia), cresce la percentuale di italiani interessati a noleggiare attrezzi e prodotti di fai da te. Ben il 29 per cento degli intervistati si dichiara disponibile, 2 punti percentuali in più rispetto alla media dell’Europa occidentale e 5 punti sopra la media mondiale. In generale il 79% dei nostri connazionali si dice disposto alla condivisione di prodotti appartenenti a molteplici categorie. Per esempio, il 48% rinuncerebbe ad acquistare l’automobile, il 40% l’equipaggiamento da sport, il 19% le borse di design (19%) e il 16% i gioielli.

11/12/2018   Il fai da te francese cambia nome

Unibal, l’associazione dei produttori francesi di prodotti per il bricolage, giardinaggio e manutenzione della casa, nata nel 1978 e che conta circa 250 associati, ha cambiato nome ed è diventata Inoha. Un cambiamento che la dice lunga su un mercato che sta cambiando e che deve necessariamente aprirsi ad altre tematiche, INOHA, con il sottotitolo "Les industriels du Nouvel Habitat" è una “nuova identità  per raccogliere nuove sfide” con una visione a 360°.

10/12/2018   Fulvio Giabardo: da Self Italia ad Art Plast

Dopo 33 anni in grande distribuzione, nel gruppo Bricofer, Fulvio Giabardo ha deciso di passare dall'altra parte della barricata e ricoprire il ruolo di Direttore Commerciale in Art Plast, azienda produttrice specializzata in articoli in plastica, dove avrà il compito di sviluppare la rete commerciale per la gdo.

06/12/2018   La nuova lavasciuga di Kärcher: pulisce utilizzando solo acqua pulita

La nuova lavasciuga pavimenti senza fili e con funzione autopulente consente di dire addio a mocio, straccio e spazzolone. I rulli rotanti sono bagnati costantemente con acqua pulita mentre lo sporco raccolto finisce in un serbatoio separato. Grazie a questo sistema i pavimenti risulteranno più puliti fino al 20%* rispetto all'utilizzo ai metodi tradizionali di pulizia dei pavimenti. Il nuovo design slim consente alla FC 3 di arrivare facilmente sotto i mobili e di essere riposta ovunque, senza occupare troppo spazio; il giunto girevole permette poi di pulire senza il minimo sforzo, arrivando fino agli angoli più inaccessibili.

06/12/2018   Strategie di marketing: lo storytelling di MCZ

MCZ, uno dei più autorevoli brand del settore stufe e caminetti, ha lanciato il progetto “Fuoco Dentro”, che racconta, attraverso video, racconti e fotografie, la relazione speciale che le persone sviluppano con il fuoco. “Un camino o una stufa in casa non rendono soltanto la casa più accogliente e più bella”, spiega Andrea Brosolo, Direttore Marketing di MCZ Group. “La presenza di una fiamma ha un’influenza potente sulle persone, valorizza il loro fuoco dentro, la loro energia interiore e le loro passioni. È esattamente questo che vogliamo raccontare”. La comunicazione ad alto valore emozionale non è nuova per MCZ. Nel 2017 l’azienda ha lanciato con successo un film in videopoesia per presentare le sue novità di prodotto. Oggi, con il progetto “Fuoco Dentro”, il percorso prosegue dando la parola a persone vere, per le quali il fuoco è un compagno d’avventura e di vita, quotidianamente acceso per regalare da un lato efficienza e calore, dall’altro bellezza e design. “Fuoco Dentro” è partito il 22 ottobre con i primi tre racconti, diffusi via radio, web, social network e presentati nel sito web dell’azienda attraverso video, suggestive gallery fotografiche e interviste scritte.

05/12/2018   Bosch intervista i professionisti europei sulla sicurezza

Indagare il rapporto di professionisti e artigiani con le misure di sicurezza e tutela della salute sul lavoro: è stato l’obiettivo di una ricerca commissionata da Bosch Professional, che ha coinvolto 952 professionisti in 8 Paesi europei (Germania, Spagna, Italia, Svezia, Regno Unito, Francia, Benelux e Portogallo). Carpentieri, idraulici, installatori del settore riscaldamento e impianti di climatizzazione, fabbri, elettricisti, muratori, costruttori di tetti… sono solo alcune delle categorie che hanno detto la loro sul tema, rivelando grande consapevolezza ma anche qualche mancanza.

Ecco i risultati: 

- Il 60% dei professionisti europei dedica meno di 20 minuti al giorno all’applicazione delle misure di sicurezza

- Per il 40% dei lavoratori italiani protezione e sicurezza sono particolarmente importanti durante le operazioni di smerigliatura dei metalli

-  L’Italia è il Paese più interessato alle funzioni di sicurezza integrate direttamente negli elettroutensili

04/12/2018   E' nata l’App di iFerr

iFerr presenta la prima e unica App per smartphone di una rivista dedicata al settore ferramenta, studiata per diventare uno strumento fondamentale per chi lavora in questo ambito. Infatti, permette di restare sempre informati in tempo reale su tutto ciò che accade: dalle news del mercato agli approfondimenti sui temi di attualità, sarà possibile conoscere il punto di vista di produttori, distributori e agenti di commercio. Grazie all’App di iFerr è possibile sfogliare l’ultimo numero di iFerr Magazine, selezionare gli argomenti di interesse e leggerli quando si vuole. Fondamentale è attivare le notifiche così da sapere cosa accade prima di chiunque altro e sfogliare subito il magazine appena uscito.
L’App di iFerr è scaricabile gratuitamente da “Apple Store” e “Google Play”.

03/12/2018   Doppio banco di accoglienza e una migliorata segnaletica: le armi vincenti di Bricoday e Hardware Forum 2019

Riportiamo il comunicato stampa integrale della nuova fiera che si terrà il 25 e il 26 settembre 2019.


Bricoday e Hardware Forum sono già al lavoro sulle edizioni 2019, confermando la collaborazione sinergica tra le due manifestazioni per offrire al visitatore una piattaforma unica nei comparti bricolage e ferramenta. Appuntamento il 25 e 26 settembre 2019 presso MiCo Milano, con la stessa collocazione nei due padiglioni attigui, una migliorata segnaletica e un doppio banco di accoglienza dall’entrata di via Gattamelata e di viale Eginardo per la visita congiunta dei due eventi.

Bricoday – giunto alla dodicesima edizione - conferma la struttura della manifestazione di quest’anno, che ha visto in mostra oltre 250 aziende in rappresentanza della più ampia offerta espositiva del settore in Italia: decorazione, tessile, arredobagno, illuminazione, outdoor, garden, legno arredo, tecnico, elettrico, edilizia, casalinghi. Una rassegna compatta, comoda da visitare, orientata al business, che negli anni è cresciuta costantemente fino ad affermarsi come l’appuntamento annuale più importante per gli operatori della distribuzione del bricolage. Sempre centrale rimarrà la sezione convegnistica che vedrà intervenire prestigiose voci della distribuzione sui temi più caldi del settore e ricercatori che presenteranno i più recenti dati di mercato. A tal proposito sarà presentata l’edizione 2019 dell’Osservatorio Retail Bricolage - indagine realizzata da TradeLab in esclusiva per Bricoday - attualmente lo studio più completo e dettagliato sulla distribuzione brico in Italia.

Hardware Forum, edizione dopo edizione, sta rafforzando la propria identità professionale di fiera della ferramenta, dal cuore italiano, ma perfettamente inserita nel network internazionale delle fiere tecniche di Koelnmesse per contribuire allo sviluppo di una cultura ferramenta europea. La prossima edizione sarà ancora più ricca di iniziative ed attività live e svilupperà il proprio crescente potenziale per offrire un’offerta merceologica ancora più completa nei settori ferramenta, utensileria, colore, giardinaggio, sicurezza, antinfortunistica, elettrico. Una kermesse sempre più innovativa, che non intende essere solo la più ricca vetrina di prodotti ed anteprima di novità, ma rappresentare l’appuntamento di incontro e confronto per condividere la propria esperienza professionale e per progettare il futuro della propria attività all’interno di uno scenario di nuove opportunità di business. Il programma dei Convegni e tavole rotonde presenterà infatti gli scenari più attuali ed interessanti del mercato italiano ed internazionale, l’Osservatorio permanente Multicanalità in Ferramenta l’unica indagine delle vendite online del negozio tradizionale e verranno attivate innovative aree esperienziali di consulenza e formazione professionale.

 

03/12/2018   Rivoluzione… postale!

Skatolo è una parola in esperanto che vuol dire “box”, “contenitore”. L’esperanto è una lingua nata per semplificare le comunicazioni tra le popolazioni di tutto il mondo e così anche l’oggetto in questione, nato da una startup italiana, ha come scopo quello di facilitare gli acquisti per milioni di persone.  Si tratta di una innovativa cassetta per pacchi elettronica dotata di una user e di una password. Come funziona? Quando si effettua un acquisto on line si indicano nei dati di spedizione il codice identificativo di Skatolo (ID) insieme al proprio indirizzo. A questo punto il corriere consegna il pacco al domicilio indicato, accedendo a Skatolo con il codice personale del cliente. Quest’ultimo riceve conferma di consegna sul proprio cellulare e ritira comodamente il proprio acquisto digitando il proprio codice ID e la propria password oppure aprendo Skatolo direttamente tramite l’applicazione. Questo e-box può essere acquistato anche a livello condominiale. Infatti il sistema prevede fino a 90 password, che identificano ciascuna le diverse utenze. Partner di Skatolo è Alubox, un’azienda di Pianoro (Bologna) che dal 1976 è specializzata nella produzione di cassette e casellari postali. Il prodotto non è ancora in commercio. Il lancio dovrebbe avvenire nei primi mesi del 2019. È possibile però prenotarlo (senza  impegno sul prezzo di lancio), scrivendo a info@skatolo.it e mettendo nell’oggetto “prenoto”. www.skatolo.it

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Diktat per la ferramenta cambiare per esserci

18/07/2018

Davide Giajvia, in Fraschetti con diversi incarichi, ci ha raccontato quale cammino deve intraprendere il negozio di ferramenta per non soccombere alla Gdo. Il segreto è nel cambiamento, e la sua carriera ne è un esempio.

iFerr: Prima di entrare nel vivo dell’argomento, ci racconti i suoi inizi in questo settore…
D.G: Sono nel settore della ferramenta dall’85, ma sono entrato nella squadra dell’azienda Fraschetti nel 1989 con l’obiettivo di aprire
il mercato di Roma città all’interno del GRA (Grande Raccordo Anulare). Fino ad allora l’azienda Fraschetti, che a quei tempi operava
solo nel Lazio, non aveva mai varcato il cerchio del grande anello autostradale romano. Ed io ero pronto per questa scommessa: in poco tempo l’ambizioso obiettivo è stato raggiunto. Da lì non mi sono mai fermato, ho capito che senza dubbio era il mio campo e quella professione il mio destino. Oggi sono passati quasi trent’anni e continuo ad operare nella Fraschetti con diversi incarichi: mi occupo di formazione, motivazione e coordinamento di venditori che operano nel Lazio, Toscana, Umbria, Marche ed Abruzzo, di marketing promozionale e sono il Team Manager del videocatalogo Fraschetti.

iFerr: Insomma tante specialità per un solo professionista, essere multitasking è anche un concetto valido per la realtà delle ferramenta?
D.G: Assolutamente sì, io mi sono specializzato nel tempo quando ho capito che per comprendere appieno questo settore e dare il meglio per l’azienda presso la quale lavoro, fosse indispensabile guardare il mercato da più punti di vista, aggredirlo con diversi strumenti e non farsi schiacciare dalla concorrenza. L’affiancamento, il continuo dialogo con i venditori e soprattutto  trasmettere quelle che sono le strategie aziendali alla forza vendite, sono il mio pane quotidiano e da ciò traggo l’ispirazione, ma anche le strategie per continuare a migliorare la nostra azienda ed il nostro settore.

iFerr: I negozianti di ferramenta dovrebbero fare lo stesso secondo lei, per tenere il passo con le nuove tecnologie e l’avvento dell’ecommerce e lo strapotere della Gdo?
D.G: Non ha alternative, deve ispirarsi al cambiamento continuo, non basta più aprire la saracinesca del proprio negozio ed aspettare il cliente. Deve promuovere e promuoversi,
deve fare marketing e deve sfruttare tutti gli strumenti che aziende come la nostra, ad esempio, gli mettono a disposizione.

iFerr: Ci spieghi meglio di cosa stiamo parlando…
D.G: Il mio core-business è il dettagliante, io credo ancora moltissimo nella forza del mercato tradizionale della ferramenta. Ma, come le dicevo, è indispensabile in questo preciso
momento storico fare qualcosa di più, inventarsi delle nuove modalità di vendita. Per questo mi occupo anche di marketing promozionale in piena sinergia con l’ufficio acquisti, con
l’obiettivo di aiutare il punto di vendita della ferramenta tradizionale a vendere ed emergere in un mercato sempre più concorrenziale. In questo ambito, ho sviluppato una promozione
con il nome Fai, nata nel 1991 come una parte di un progetto poi accantonato, che da giornale promozionale personalizzato per poco più di 10 rivenditori, con delle ambiziose intuizioni ed un grande appoggio aziendale, l’ho trasformata in qualcosa di unico in Italia. Ora sono 140 i negozianti che sotto l’insegna Fai, con oltre due milioni di copie promozionali stampate ed altri interessanti accorgimenti, mettono in grande risalto i propri punti vendita. La cosa più straordinaria è che tutti, azienda e dettaglianti, condividono tutto questo senza contratti e  vincoli, perché a tenerci insieme è lo stesso scopo: far crescere e sviluppare commercialmente i punti vendita che aderiscono all’iniziativa.

iFerr: Cambiamenti legati alla vendita e dunque al rapporto con il cliente, ma quali sono invece i cambiamenti più prettamente organizzativi che il punto vendita deve fare?
D.G: In questo momento è impensabile per un punto di vendita, continuare ad affidarsi esclusivamente al proprio magazzino vista la quantità di prodotti visibili sui canali Internet.
Dopo un’accurata analisi degli strumenti informatici messi a disposizione delle aziende concorrenti nel mercato di riferimento, ascoltando le esigenze dei negozianti del settore e soprattutto degli agenti in forza all’azienda, ho creato il tanto atteso videocatalogo Fraschetti. Nel 2006 a Fiuggi, davanti ad una platea con più di 1500 dettaglianti, ho presentato personalmente il catalogo digitale della Fraschetti Spa, che con le sue caratteristiche peculiari, è diventato in breve tempo, lo strumento informatico più usato dalla clientela Fraschetti.
Questo videocatalogo si è molto evoluto dal suo debutto ed oggi è uno strumento indispensabile per l’azienda, per la forza vendite e per i clienti che lo usano, perché è capace di far sentire sempre il negoziante vicino all’azienda ed a percepirla come un’estensione del proprio magazzino. Attualmente l’intero fatturato aziendale transita attraverso questo strumento che sarà per certo costantemente dotato di strumenti capaci di aiutare i nostri clienti a gestire e sviluppare le loro attività commerciali. Mi perdoni se oggi non le svelerò le straordinarie migliorie che tra non molto e con orgoglio, presenteremo.

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Evoluzione di un consorzio

20/12/2017

Roberto Fadda è presidente del consorzio Bricolife. Con lui abbiamo parlato di aggregazioni e futuro della distribuzione nel mondo del fai da te. 

R.F.: Certo che hanno senso le aggregazioni consortili. Qui non si tratta di sindacare sulle eventuali formule giuridiche adottate dai gruppi, bensì di trovare strade che conducano verso formule nuove di condivisione e approccio al mercato.

iFerr: Quindi consorzio sì, ma non d’acquisto?

R.F.: Non solo, d’acquisto! E questa è una certezza: gli acquisti non possono e non devono più essere l’unica attività al centro delle attività di un gruppo. Perché la forza di un’aggregazione deve servire ad affrontare anche altre sfide di mercato.

iFerr: Come ad esempio?

R.F.: L’ottimizzazione della gestione dei punti vendita, e poi lo sviluppo delle attività condivise di sell-out.

iFerr: Potrebbero sembrare belle parole piuttosto vuote di contenuto, però!

R.F.: Potrebbero! Ma per quanto ci riguarda corrispondono a concrete attività che da tempo stiamo portando avanti.

iFerr: Attività che si concretizzano in…?

R.F.: Prima di tutto nell’attivazione di una nostra linea di prodotti a marchio. Abbiamo iniziato due anni fa con la progettazione di un assortimento di vernici, oggi già in vendita nei nostri punti vendita. E tra qualche mese saremo operativi con i prodotti per il giardinaggio e quelli per l’idraulica.

iFerr: Sempre di acquisti trattasi però…

R.F.: Mica vero! Creare un marchio e una linea dedicati, vuol dire lavorare sul marketing di prodotto e sul sell-out. Abbiamo strutturato una gamma specifica concepita sulle reali necessità del nostro target di riferimento, e posizionata secondo il nostro  range commerciale. In questo modo abbiamo raggiunto due importanti obiettivi, entrambi necessari:da un lato abbiamo iniziato a generare valore aggiunto, per i nostri clienti. Dall’altro abbiamo affrontato una criticità tipica delle aggregazioni come la nostra. Ovvero la difficile identificazione del gruppo, attraverso un’immagine unica e condivisa.

iFerr: Resta comunque aperta la difficile questione dell’identità dei punti vendita.

R.F.: Resta aperta,certamente. Ma stiamo proprio lavorando per risolverla. Fermo restando un aspetto però, che non di deve dimenticare: tutte le nostre realtà hanno un forte legame con il territorio. Questo legame è un valore aggiunto dal valore incalcolabile. Ecco perché l’identità del gruppo va concepita e strutturata senza mai perdere di vista la riconoscibilità dei singoli. Le due attitudini commerciali devono integrarsi non cannibalizzarsi.

iFerr: A proposito di identità dei soci: non trova che un gruppo come il vostro sia troppo eterogeneo per poter procedere spedito nel processo decisionale di rinnovamento?

R.F.: Certamente il nostro gruppo si compone di realtà difformi tra loro, per dimensioni e organizzazione. Questo può creare peculiari necessità che ci costringono a operare con molta elasticità e apertura alle esigenze degli altri. Ma non considero tutto ciò un difetto. Semmai uno scoglio che va aggirato avendo sempre in mente gli obiettivi del gruppo, pronti a fare un passo indietro se necessario per il bene comune e condiviso.

iFerr: Per concludere: cosa risponde a chi sostiene che certi gruppi siano nati solo per ottenere migliori condizioni dai fornitori, senza dare nulla in cambio?

R.F.: Che non è così! Mi spiego meglio: dare alle medie e piccole aziende di distribuzione la possibilità di migliorare i margini operativi di qualche punto percentuale, spesso significa garantirne stabilità e continuità. La conseguenza è permettere al mercato di contare su una pluralità di insegne e realtà, capillari sul territorio e forti nei confronti degli utenti finali. Io credo che questa certezza valga decisamente molto, anche per i produttori!

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Il Lenotti-pensiero? Nessun dorma!

20/11/2017

Non ha la sfera magica, e neppurepoteri divinatori, ma certamente in tanti anni di attività professionale e istituzionale,ha dimostrato di avere un’innata capacitàdi analisi e sintesi del nostro mercato. Per questo lo abbiamo intervistato.

A.L.: Tanto per cominciare, una premessa che credo fondamentale: il nostro è sostanzialmente un mercato sano, forte e solido; che sta bene insomma.

iFerr: Ma…?

A.L.: Non ma. Piuttosto direi: ciò nonostante! Ciò nonostante, mai crogiolarsi sugli allori! Perché di questi tempi perdere di vista le evoluzioni e i movimenti di mercato, è più pericoloso che mai.

iFerr: Parliamo di queste evoluzioni allora.

A.L.: Se analizziamo la struttura distributiva al dettaglio in Italia, quella generale intendo, ci troviamo di fronte a una situazione decisamente anomala, rispetto al resto d’Europa. L’Italia è il paese della prossimità. Di un negozio e un bar, per ogni campanile insomma. Questo vale anche per la ferramenta l’utensileria il piccolo fai da te e il giardinaggio. Una ventina di anni fa c’era chi paventava morte certa, per i piccoli negozi di paese e per i loro fornitori, i distributori all’ingrosso. Una strage operata per mano dell’emergente grande distribuzione specializzata. Le cose invece sono andate diversamente.

iFerr: Quanto diversamente, e in che modo?

A.L.: La filiera lunga non è affatto morta, e oggi ad una grande distribuzione che si muove tra luci ed ombre, fa il pari una distribuzione al dettaglio che, dopo un periodo di sbandamento, di chiusure e di assestamento, oggi sembra reggere. Senza particolari performance, sia ben chiaro, ma regge.

iFerr: Questo ci autorizza a pensare: tana libera tutti! la filiera è per sempre salva, e anche abbastanza sana?

A.L.: Per l’amor del cielo no, che nessuno faccia questo errore! Oggi le sfide sono ancor più complesse. Ieri si temeva solo la minaccia della Gds, oggi incombe anche il Web. Insomma: nessun dorma! I dettaglianti reggono ma non crescono; lo stesso vale per i grossisti, che se hanno fatturati in evoluzione lo devono unicamente alle quote di mercato sottratte ai colleghi concorrenti. Lo stato dell’arte è precario e fragile. Per sorreggerlo è necessario rinsaldarlo dalle basi.

iFerr: Come possiamo fare?

A.L.: Seguendo un ragionamento logicoche parte da questa domanda: cosa rende la filiera lunga diversa e per certi versi preferibile, agli occhi del consumatore finale?

iFerr: Ecco, ci risponda lei, qual è il valore aggiunto?

A.L.: Ma il servizio! E non solo quello di consegna veloce a prezzi centrati! No, il servizio oggiè rapporto diretto e umano, è consulenza professionale, è capacità di ascoltare e proporre soluzioni davvero mirate, è offerta di prodotti competente, chiarae trasparente. Questo a cascata, lungo tutta la catena del valore. Altrimenti chi me lo fa fare di andarein negozio o dal grossista di fiducia? Compro online, spendo meno e non perdo tempo!

iFerr: In sintesi, nessun dorma, perché il consumatore finale non dorme mai?

A.L.: Proprio così. Il consumatore non dorme mai, ed è sempre più infedele e incostante. Nei prossimi anni assisteremo a una naturale selezione di operatori commerciali, in tutti gli ambiti distributivi, dal dettaglio tradizionale alla grande distribuzione, passando per il grossismo. E per intercettare l’attenzione di questo nuovo consumatore, che vola di fiore in fiore, sarà necessario lavorare sulla nostra cultura d’impresa, ma anche sulla nostra cultura tecnica e di prodotto.

iFerr: Per chiudere in bellezza: è l’ansia da instabilità a generare una certa smania per le aggregazioni?

A.L.: Probabilmente sì. Anche se devo dirlo, e sono nella posizione per dirlo: non basta aggregare. La differenza la fa il cambiamento di rotta e mentalità. Se si sta insieme solo per acquisire qualche punto percentuale di sconto in più, allora non si va lontano! Di questo, sono più che certo.

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I punti di forza del Traditional Retailer

04/06/2018

Nico Trotta è Marketing Manager Corporate di Kärcher Italia. 45 anni, in azienda dal 2006, è anche responsabile della comunicazione corporate, dello sviluppo del brand e di tutte le attività trade marketing. Con lui abbiamo parlato dello stato di salute del negozio di ferramenta, da quello generalista a quello specializzato e di come debba affrontare le sfide derivate dalla tecnologia e dall’e-commerce.

 

iFerr: Prima domanda a bruciapelo: lei crede che il negozio di prossimità abbia un futuro?

N.T:Partiamo dall’azienda che rappresento:Kärcher è una multinazionale presente in oltre 200 paesi con una gamma di soluzioni e prodotti per rispondere ad ogni esigenza nel mondo del cleaning, in ambito domestico, professionale e industriale. Il consumatore finale è al centro delle nostre attenzioni, con una comunicazione diretta ed esaustiva: puntiamo infatti a generare cultura di prodotto per favorire la scelta di prodotti di qualità, come quelli a marchio Kärcher, per i quali un investimento lievemente superiore è sempre ripagato da una maggiore affidabilità. E’ il cliente che decide a chi affidarsi e dove acquistare, e oggi per noi il canale ha trovato una sua dimensione stabile nel panorama della distribuzione. Le nostre promozioni sono studiate per entrambi i canali distributivi in modo tale da raggiungere la clientela che frequenta il traditional retail, normalmente più al sud, e la grande distribuzione, più radicata al nord.

iFerr: Quindi la ferramenta tradizionale ha più feeling con il cliente?

N.T: Prossimità, relazione e consulenza al cliente sono caratteristiche connaturate al traditional retail. Veri e propri punti di forza. L’Italia, oltretutto, è un paese che si basa sulle relazioni e la fiducia è alla base di un rapporto commerciale che funziona.  E’ per questo che supportiamo il traditional retail anche attraverso idonei strumenti di comunicazione che aiutano noi a diffondere cultura sui nostri prodotti e gli esercenti a consolidare la propria posizione di riferimento -da veri e propri opinion leader- rispetto al pubblico. Siamo molto attivi anche sul versante delle promozioni, un’altra leva a disposizione dei rivenditori per fidelizzare la propria clientela. Le operazioni più efficaci sono quelle costruite su marchi noti e che favoriscono il pubblico anche rispetto al prezzo finale del prodotto.

 iFerr: Come sta affrontando la sfida tecnologica il retailer secondo lei?

Il canale tradizionale a sorpresa è straordinariamente attento e ricettivo su questo argomento. Sicuramente ci sono ancora realtà più piccole che “inseguono”, ma moltissime rivendite con le quali lavoriamo hanno ormai realizzato che la tecnologia - e-commerce in particolare, rappresenta un alleato della propria impresa e può costituire un vero e proprio strumento di crescita che non stravolge anzi supporta il business tradizionale. Quando le rivendite diventano KärcherCenter invitiamo gli esercenti adattivare un e-commerce e constatiamo risultati davvero positivi. Siamo per questo particolarmente ottimisti sul futuro, anche in termini di sviluppo tecnologico della filiera della ferramenta al dettaglio.

 

IFerr: E chi decide di restare fedelmente tradizionale?

N.T:La scelta di mantenere un’impostazione tradizionale è comunque condivisibile: l’importante è offrire prodotti di qualità e seguire il cliente anche dopo l’acquisto. La consapevolezza del rivenditore rispetto alle capacità e alle caratteristiche del prodotto venduto è fondamentale per il cliente. Il principio di suggerire “il prodotto giusto per esigenze specifiche” deve guidare l’esercente anche quando non porta nel breve periodo a un guadagno immediato. Una strategia lungimirante che genera fiducia e quindi fidelizzazione, la stessa che riporterà il cliente sul punto vendita per l’acquisto di altri prodotti, accessori o materiale consumabile per un rapporto virtuoso difficilmente replicabile on-line.

IFerr: Riassumendo tra modernità e tradizione, qual è lo stato di salute della ferramenta oggi?

N.T:  Il punto vendita fisico gode di ottima salute e continuerà a vivere, se andrà nella direzione che abbiamo appena esposto. Certo, in termini numerici il volume dei punti vendita dal 2005 al 2012 si è ridotto, ma quelli che hanno resistito ora sono in crescita in termini di vendite e fatturato. Inoltre, cresceranno ancora avvalendosi delle opportunità offerte dall’e-commerce e di azioni mirate a favore di un pubblico che conoscono di persona. Non è un caso se colossi del commercio elettronico stanno cominciando ad aprire punti vendita fisici: effettivamente poter esporre il prodotto e farlo toccare con mano al cliente sembra sia un requisito irrinunciabile.

 

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