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18/09/2018   Lamura Evolution Day: ecco le aziende presenti

Domenica 7 ottobre, a Sala Consilina, si terrà la seconda edizione del Lamura Evolution Day. La giornata sarà occasione di svago, ma soprattutto di business, grazie alle tante offerte commerciali esclusive, studiate apposta per quella giornata dalle aziende espositrici e messe a disposizione di tutti i dettaglianti ospiti. 

Clicca qui per vedere le aziende presenti all'evento e scopri ogni giorno le novità

17/09/2018   Conad si affida a Bricofer

Accordo tra due protagonisti della grande distribuzione Bricofer e Conad. Il gruppo bolognese specializzato nel settore alimentare vedrà in 100 dei suoi punti vendita altrettanti spazi Bricofer, una delle società più perfomanti nel campo del fai da te. La parola a Massimo Pulcinelli, patron di Bricofer, che nei prossimi giorni divulgherà maggiori dettagli.

17/09/2018   Lamura Evolution Day: ecco le prime aziende partecipanti

Poco meno di tre settimane e ci sarà il Lamura Evolution Day 2018, il 7 ottobre a Sala Consilina, nei magazzini rinnovati del Gruppo Dfl, azienda all’ingrosso distributrice di ferramenta edilizia e giardinaggio. Le aziende partecipanti saranno tante, importanti e presenteranno nuovi articoli in anteprima durante l’evento, ecco le prime: Fischer, Stanley e Alubox .

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14/09/2018   Epal: +10% di pallet immessi sul mercato nel 2018

Non si arresta la crescita dei pallet EPAL, le piattaforme in legno per la movimentazione delle merci. Termometro dello stato di salute dell’economia nel suo complesso, negli ultimi anni il marchio EPAL ha registrato una crescita costante, portando i prodotti sugli scaffali di migliaia di punti vendita e assecondando il lentoma costante aumento della domanda da parte del mercato. Per la precisione sono 2.792.957 i pallet messi in circolazione tra aprile e giugno e complessivamente 5.401.746, se si sommano anche i dati del primo trimestre del 2018. Numeri forniti da Conlegno, Consorzio Servizi Legno Sughero, che si occupa della gestione del marchio internazionale di prodotto EPAL per l’Italia, garantendo la qualità dei pallet. 

In particolare, nel secondo trimestre del 2018 sono stati realizzati 1.733.229 nuovi pallet EPAL, +16% rispetto allo stesso periodo del 2017, e riparate 1.059.728 unità (+2%) per un totale di 2.792.957 pallet immessi sul mercato, il 10% in più rispetto all’anno precedente e il trimestre migliore dal 2012. Dati che, se sommati ai primi tre mesi del 2018, parlano di una crescita complessiva del 10%.

13/09/2018   Betafence: promozione autunnale dedicata alla ferramenta

E’ partita la consueta operazione promozionale autunnale dedicata alle ferramenta da parte di Betafence.Valida fino al 20 ottobre, quest’anno vede tra i prodotti promozionati la gamma Filovigna, la proposta Betafence per i vigneti e i campi coltivati. Acquistando presso i distributori e nei tempi previsti, i sistemi di recinzione a pannello, i rotoli di rete, i cancelli, i pali, i collari, i fili di tensione e legatura e i filovigna in promozione, nel quantitativo minimo richiesto, i rivenditori potranno usufruire di un esclusivo sconto.

12/09/2018   Weber Cup: sono i siciliani i pił bravi griller d'Italia!

E’ andato al team siciliano “Marchi senza Logo” il primo premio della competizione a tappe Weber Cup. Circa 5000 gli spettatori alla finale, disputata lo scorso weekend durante l’Antica Fiera del Soco di Grisignano di Zocco. E’ il quarto anno consecutivo che la multinazionale dei barbecue Weber sceglie la Fiera del Soco di Grisignano come contesto dove ambientare le finali di sue importanti competizioni. Lo spirito goliardico dell’intera kermesse, con chilometri di bancarelle di ogni genere che espongono il meglio della produzione locale e artigiana, con un fitto calendario di appuntamenti ludici per coinvolgere il pubblico di qualsiasi età, con il meglio della tradizione enogastronomica presentata nella massima semplicità e cortesia, le ragioni della scelta di Weber Italia che si sente così ancora più parte di un accogliente territorio che da 10 anni ospita la sua sede operativa basata a Dueville, sempre in provincia di Vicenza.

11/09/2018   Cersaie 2018: in arrivo 100 top players

Il Salone internazionale della ceramica per l'architettura e dell'arredo bagno che inaugura il 24 a Bologna fino al 28 settembre, per favorire e rafforzare le relazioni commerciali fra gli espositori di Cersaie e gli operatori del business internazionale, per il settimo anno consecutivo ha messo a punto il progetto Cersaie Business. Durante i cinque giorni della fiera,delegazioni di importanti influenzatori e prescrittori internazionali del mondo del progetto saranno ospiti di Cersaie con l’obiettivo di creare networking fra questi interlocutori e le aziende italiane produttrici di ceramica e di arredobagno che espongono alla manifestazione. 

Quest’anno saranno un centinaio i key players che visiteranno il Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno, provenienti da Stati Uniti, Canada, Hong Kong, Area del Golfo, Francia, Germania, Regno Unito, Austria, Svizzera, Paesi Bassi, Benelux. Cuore del Cersaie Business sarà la Business Lounge, situata nel Centro Servizi del quartiere fieristico (Primo Piano, Blocco B), che fungerà da punto d’incontro, informativo e di ristoro.

 

 

10/09/2018   Un nuovo punto vendita per Vibram

Vibram, azienda specializzata in suole tecniche destinate ai settori dell’outdoor, del lifestyle e della sicurezza sul lavoro,  rinforza la sua presenza con un nuovo spazio a Montebelluna. L’obiettivo è di supportare i partner del distretto della calzatura con una sede dedicata e più vicina anche a livello geografico. Il nuovo spazio sarà a disposizione dei partner Vibram, come di nuovi potenziali interlocutori del mondo footwear e non solo, e sarà presieduto dalle funzioni sales, marketing e R&D. Un punto di incontro per lavorare allo sviluppo di nuove idee e di prodotti innovativi.
 
Inoltre, sarà aperto al pubblico che potrà acquistare i prodotti a marchio Vibram, tra cui le Vibram FiveFingers, la scarpa a cinque dita pensata per il fitness e le attività outdoor, le Vibram Furoshiki The Wrapping Sole, la prima “suola avvolgente”, la scarpa di ispirazione giapponese perfetta per il tempo libero e i viaggi, e le calzature più innovateve dei footwear brand partner. Non solo prodotti, ma anche tecnologie, che sarà possibile testare dal vivo presso il nuovo spazio.

07/09/2018   Varta, sponsor tecnico della 12H Cycling Marathon di Monza

L’azienda tedesca specializzata nell’energia portatile illuminerà 12H Cycling Marathon che si terrà il 15 settembre all'Autodromo di Monza. La gara inizierà alle ore 19 e si concluderà intorno alle ore 7 del mattino seguente, con l’alba. Si potrà partecipare in solitaria oppure in squadre da due, quattro o otto persone, dandosi il cambio a staffetta con gli altri membri del proprio gruppo. Allo scadere delle dodici ore, vincerà il team che avrà percorso il maggior numero di giri. Varta fornirà ai partecipanti una pratica torcia da testa con fascia elastica, che illumina fino a 20 metri di distanza. Sulle biciclette, invece, si potrà montare LED Bike Light Set, composto da una luce anteriore e una posteriore, che offre una visibilità fino a 92 metri, paragonabile al fanale di una moto. Inoltre, per muoversi fuori dalla pista, VARTA mette a disposizione la torcia Day Light F20, maneggevole, antiurto e multi LED, con un’autonomia di 70 ore.

06/09/2018   Spazio alle idee: DFL presenta Start UP Evolution “Pinuccio Lamura”

Dalla volontà della famiglia Lamura e grazie alla collaborazione di un pool di imprenditori campani, nasce il progetto dedicato alla memoria di Giuseppe Lamura, noto a tutti come Pinuccio. L’obiettivo di questo progetto è quello di offrire ai giovani talenti il contatto con investitori ed imprenditori del territorio campano, per aiutarli a trasformare un’idea in un’attività aziendale o in occasione di lavoro. Ancora pochi giorni per presentare i progetti che devono pervenire entro il 20 settembre (tutte le info su  www.lamuraday.it), l’idea migliore verrà premiata  il 7 ottobre in occasione del Lamura Evolution Day, evento biennale promosso da DFL Lamura alla sua seconda edizione, vera e propria fiera campionaria con circa cento espositori ed oltre tremila clienti invitati provenienti da tutto il Sud Italia, con la consegna di una Borsa Lavoro e l’incontro con quaranta imprenditori e investitori della regione per presentare la propria idea.

 

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Diktat per la ferramenta cambiare per esserci

18/07/2018

Davide Giajvia, in Fraschetti con diversi incarichi, ci ha raccontato quale cammino deve intraprendere il negozio di ferramenta per non soccombere alla Gdo. Il segreto è nel cambiamento, e la sua carriera ne è un esempio.

iFerr: Prima di entrare nel vivo dell’argomento, ci racconti i suoi inizi in questo settore…
D.G: Sono nel settore della ferramenta dall’85, ma sono entrato nella squadra dell’azienda Fraschetti nel 1989 con l’obiettivo di aprire
il mercato di Roma città all’interno del GRA (Grande Raccordo Anulare). Fino ad allora l’azienda Fraschetti, che a quei tempi operava
solo nel Lazio, non aveva mai varcato il cerchio del grande anello autostradale romano. Ed io ero pronto per questa scommessa: in poco tempo l’ambizioso obiettivo è stato raggiunto. Da lì non mi sono mai fermato, ho capito che senza dubbio era il mio campo e quella professione il mio destino. Oggi sono passati quasi trent’anni e continuo ad operare nella Fraschetti con diversi incarichi: mi occupo di formazione, motivazione e coordinamento di venditori che operano nel Lazio, Toscana, Umbria, Marche ed Abruzzo, di marketing promozionale e sono il Team Manager del videocatalogo Fraschetti.

iFerr: Insomma tante specialità per un solo professionista, essere multitasking è anche un concetto valido per la realtà delle ferramenta?
D.G: Assolutamente sì, io mi sono specializzato nel tempo quando ho capito che per comprendere appieno questo settore e dare il meglio per l’azienda presso la quale lavoro, fosse indispensabile guardare il mercato da più punti di vista, aggredirlo con diversi strumenti e non farsi schiacciare dalla concorrenza. L’affiancamento, il continuo dialogo con i venditori e soprattutto  trasmettere quelle che sono le strategie aziendali alla forza vendite, sono il mio pane quotidiano e da ciò traggo l’ispirazione, ma anche le strategie per continuare a migliorare la nostra azienda ed il nostro settore.

iFerr: I negozianti di ferramenta dovrebbero fare lo stesso secondo lei, per tenere il passo con le nuove tecnologie e l’avvento dell’ecommerce e lo strapotere della Gdo?
D.G: Non ha alternative, deve ispirarsi al cambiamento continuo, non basta più aprire la saracinesca del proprio negozio ed aspettare il cliente. Deve promuovere e promuoversi,
deve fare marketing e deve sfruttare tutti gli strumenti che aziende come la nostra, ad esempio, gli mettono a disposizione.

iFerr: Ci spieghi meglio di cosa stiamo parlando…
D.G: Il mio core-business è il dettagliante, io credo ancora moltissimo nella forza del mercato tradizionale della ferramenta. Ma, come le dicevo, è indispensabile in questo preciso
momento storico fare qualcosa di più, inventarsi delle nuove modalità di vendita. Per questo mi occupo anche di marketing promozionale in piena sinergia con l’ufficio acquisti, con
l’obiettivo di aiutare il punto di vendita della ferramenta tradizionale a vendere ed emergere in un mercato sempre più concorrenziale. In questo ambito, ho sviluppato una promozione
con il nome Fai, nata nel 1991 come una parte di un progetto poi accantonato, che da giornale promozionale personalizzato per poco più di 10 rivenditori, con delle ambiziose intuizioni ed un grande appoggio aziendale, l’ho trasformata in qualcosa di unico in Italia. Ora sono 140 i negozianti che sotto l’insegna Fai, con oltre due milioni di copie promozionali stampate ed altri interessanti accorgimenti, mettono in grande risalto i propri punti vendita. La cosa più straordinaria è che tutti, azienda e dettaglianti, condividono tutto questo senza contratti e  vincoli, perché a tenerci insieme è lo stesso scopo: far crescere e sviluppare commercialmente i punti vendita che aderiscono all’iniziativa.

iFerr: Cambiamenti legati alla vendita e dunque al rapporto con il cliente, ma quali sono invece i cambiamenti più prettamente organizzativi che il punto vendita deve fare?
D.G: In questo momento è impensabile per un punto di vendita, continuare ad affidarsi esclusivamente al proprio magazzino vista la quantità di prodotti visibili sui canali Internet.
Dopo un’accurata analisi degli strumenti informatici messi a disposizione delle aziende concorrenti nel mercato di riferimento, ascoltando le esigenze dei negozianti del settore e soprattutto degli agenti in forza all’azienda, ho creato il tanto atteso videocatalogo Fraschetti. Nel 2006 a Fiuggi, davanti ad una platea con più di 1500 dettaglianti, ho presentato personalmente il catalogo digitale della Fraschetti Spa, che con le sue caratteristiche peculiari, è diventato in breve tempo, lo strumento informatico più usato dalla clientela Fraschetti.
Questo videocatalogo si è molto evoluto dal suo debutto ed oggi è uno strumento indispensabile per l’azienda, per la forza vendite e per i clienti che lo usano, perché è capace di far sentire sempre il negoziante vicino all’azienda ed a percepirla come un’estensione del proprio magazzino. Attualmente l’intero fatturato aziendale transita attraverso questo strumento che sarà per certo costantemente dotato di strumenti capaci di aiutare i nostri clienti a gestire e sviluppare le loro attività commerciali. Mi perdoni se oggi non le svelerò le straordinarie migliorie che tra non molto e con orgoglio, presenteremo.

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Evoluzione di un consorzio

20/12/2017

Roberto Fadda è presidente del consorzio Bricolife. Con lui abbiamo parlato di aggregazioni e futuro della distribuzione nel mondo del fai da te. 

R.F.: Certo che hanno senso le aggregazioni consortili. Qui non si tratta di sindacare sulle eventuali formule giuridiche adottate dai gruppi, bensì di trovare strade che conducano verso formule nuove di condivisione e approccio al mercato.

iFerr: Quindi consorzio sì, ma non d’acquisto?

R.F.: Non solo, d’acquisto! E questa è una certezza: gli acquisti non possono e non devono più essere l’unica attività al centro delle attività di un gruppo. Perché la forza di un’aggregazione deve servire ad affrontare anche altre sfide di mercato.

iFerr: Come ad esempio?

R.F.: L’ottimizzazione della gestione dei punti vendita, e poi lo sviluppo delle attività condivise di sell-out.

iFerr: Potrebbero sembrare belle parole piuttosto vuote di contenuto, però!

R.F.: Potrebbero! Ma per quanto ci riguarda corrispondono a concrete attività che da tempo stiamo portando avanti.

iFerr: Attività che si concretizzano in…?

R.F.: Prima di tutto nell’attivazione di una nostra linea di prodotti a marchio. Abbiamo iniziato due anni fa con la progettazione di un assortimento di vernici, oggi già in vendita nei nostri punti vendita. E tra qualche mese saremo operativi con i prodotti per il giardinaggio e quelli per l’idraulica.

iFerr: Sempre di acquisti trattasi però…

R.F.: Mica vero! Creare un marchio e una linea dedicati, vuol dire lavorare sul marketing di prodotto e sul sell-out. Abbiamo strutturato una gamma specifica concepita sulle reali necessità del nostro target di riferimento, e posizionata secondo il nostro  range commerciale. In questo modo abbiamo raggiunto due importanti obiettivi, entrambi necessari:da un lato abbiamo iniziato a generare valore aggiunto, per i nostri clienti. Dall’altro abbiamo affrontato una criticità tipica delle aggregazioni come la nostra. Ovvero la difficile identificazione del gruppo, attraverso un’immagine unica e condivisa.

iFerr: Resta comunque aperta la difficile questione dell’identità dei punti vendita.

R.F.: Resta aperta,certamente. Ma stiamo proprio lavorando per risolverla. Fermo restando un aspetto però, che non di deve dimenticare: tutte le nostre realtà hanno un forte legame con il territorio. Questo legame è un valore aggiunto dal valore incalcolabile. Ecco perché l’identità del gruppo va concepita e strutturata senza mai perdere di vista la riconoscibilità dei singoli. Le due attitudini commerciali devono integrarsi non cannibalizzarsi.

iFerr: A proposito di identità dei soci: non trova che un gruppo come il vostro sia troppo eterogeneo per poter procedere spedito nel processo decisionale di rinnovamento?

R.F.: Certamente il nostro gruppo si compone di realtà difformi tra loro, per dimensioni e organizzazione. Questo può creare peculiari necessità che ci costringono a operare con molta elasticità e apertura alle esigenze degli altri. Ma non considero tutto ciò un difetto. Semmai uno scoglio che va aggirato avendo sempre in mente gli obiettivi del gruppo, pronti a fare un passo indietro se necessario per il bene comune e condiviso.

iFerr: Per concludere: cosa risponde a chi sostiene che certi gruppi siano nati solo per ottenere migliori condizioni dai fornitori, senza dare nulla in cambio?

R.F.: Che non è così! Mi spiego meglio: dare alle medie e piccole aziende di distribuzione la possibilità di migliorare i margini operativi di qualche punto percentuale, spesso significa garantirne stabilità e continuità. La conseguenza è permettere al mercato di contare su una pluralità di insegne e realtà, capillari sul territorio e forti nei confronti degli utenti finali. Io credo che questa certezza valga decisamente molto, anche per i produttori!

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Il Lenotti-pensiero? Nessun dorma!

20/11/2017

Non ha la sfera magica, e neppurepoteri divinatori, ma certamente in tanti anni di attività professionale e istituzionale,ha dimostrato di avere un’innata capacitàdi analisi e sintesi del nostro mercato. Per questo lo abbiamo intervistato.

A.L.: Tanto per cominciare, una premessa che credo fondamentale: il nostro è sostanzialmente un mercato sano, forte e solido; che sta bene insomma.

iFerr: Ma…?

A.L.: Non ma. Piuttosto direi: ciò nonostante! Ciò nonostante, mai crogiolarsi sugli allori! Perché di questi tempi perdere di vista le evoluzioni e i movimenti di mercato, è più pericoloso che mai.

iFerr: Parliamo di queste evoluzioni allora.

A.L.: Se analizziamo la struttura distributiva al dettaglio in Italia, quella generale intendo, ci troviamo di fronte a una situazione decisamente anomala, rispetto al resto d’Europa. L’Italia è il paese della prossimità. Di un negozio e un bar, per ogni campanile insomma. Questo vale anche per la ferramenta l’utensileria il piccolo fai da te e il giardinaggio. Una ventina di anni fa c’era chi paventava morte certa, per i piccoli negozi di paese e per i loro fornitori, i distributori all’ingrosso. Una strage operata per mano dell’emergente grande distribuzione specializzata. Le cose invece sono andate diversamente.

iFerr: Quanto diversamente, e in che modo?

A.L.: La filiera lunga non è affatto morta, e oggi ad una grande distribuzione che si muove tra luci ed ombre, fa il pari una distribuzione al dettaglio che, dopo un periodo di sbandamento, di chiusure e di assestamento, oggi sembra reggere. Senza particolari performance, sia ben chiaro, ma regge.

iFerr: Questo ci autorizza a pensare: tana libera tutti! la filiera è per sempre salva, e anche abbastanza sana?

A.L.: Per l’amor del cielo no, che nessuno faccia questo errore! Oggi le sfide sono ancor più complesse. Ieri si temeva solo la minaccia della Gds, oggi incombe anche il Web. Insomma: nessun dorma! I dettaglianti reggono ma non crescono; lo stesso vale per i grossisti, che se hanno fatturati in evoluzione lo devono unicamente alle quote di mercato sottratte ai colleghi concorrenti. Lo stato dell’arte è precario e fragile. Per sorreggerlo è necessario rinsaldarlo dalle basi.

iFerr: Come possiamo fare?

A.L.: Seguendo un ragionamento logicoche parte da questa domanda: cosa rende la filiera lunga diversa e per certi versi preferibile, agli occhi del consumatore finale?

iFerr: Ecco, ci risponda lei, qual è il valore aggiunto?

A.L.: Ma il servizio! E non solo quello di consegna veloce a prezzi centrati! No, il servizio oggiè rapporto diretto e umano, è consulenza professionale, è capacità di ascoltare e proporre soluzioni davvero mirate, è offerta di prodotti competente, chiarae trasparente. Questo a cascata, lungo tutta la catena del valore. Altrimenti chi me lo fa fare di andarein negozio o dal grossista di fiducia? Compro online, spendo meno e non perdo tempo!

iFerr: In sintesi, nessun dorma, perché il consumatore finale non dorme mai?

A.L.: Proprio così. Il consumatore non dorme mai, ed è sempre più infedele e incostante. Nei prossimi anni assisteremo a una naturale selezione di operatori commerciali, in tutti gli ambiti distributivi, dal dettaglio tradizionale alla grande distribuzione, passando per il grossismo. E per intercettare l’attenzione di questo nuovo consumatore, che vola di fiore in fiore, sarà necessario lavorare sulla nostra cultura d’impresa, ma anche sulla nostra cultura tecnica e di prodotto.

iFerr: Per chiudere in bellezza: è l’ansia da instabilità a generare una certa smania per le aggregazioni?

A.L.: Probabilmente sì. Anche se devo dirlo, e sono nella posizione per dirlo: non basta aggregare. La differenza la fa il cambiamento di rotta e mentalità. Se si sta insieme solo per acquisire qualche punto percentuale di sconto in più, allora non si va lontano! Di questo, sono più che certo.

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I punti di forza del Traditional Retailer

04/06/2018

Nico Trotta è Marketing Manager Corporate di Kärcher Italia. 45 anni, in azienda dal 2006, è anche responsabile della comunicazione corporate, dello sviluppo del brand e di tutte le attività trade marketing. Con lui abbiamo parlato dello stato di salute del negozio di ferramenta, da quello generalista a quello specializzato e di come debba affrontare le sfide derivate dalla tecnologia e dall’e-commerce.

 

iFerr: Prima domanda a bruciapelo: lei crede che il negozio di prossimità abbia un futuro?

N.T:Partiamo dall’azienda che rappresento:Kärcher è una multinazionale presente in oltre 200 paesi con una gamma di soluzioni e prodotti per rispondere ad ogni esigenza nel mondo del cleaning, in ambito domestico, professionale e industriale. Il consumatore finale è al centro delle nostre attenzioni, con una comunicazione diretta ed esaustiva: puntiamo infatti a generare cultura di prodotto per favorire la scelta di prodotti di qualità, come quelli a marchio Kärcher, per i quali un investimento lievemente superiore è sempre ripagato da una maggiore affidabilità. E’ il cliente che decide a chi affidarsi e dove acquistare, e oggi per noi il canale ha trovato una sua dimensione stabile nel panorama della distribuzione. Le nostre promozioni sono studiate per entrambi i canali distributivi in modo tale da raggiungere la clientela che frequenta il traditional retail, normalmente più al sud, e la grande distribuzione, più radicata al nord.

iFerr: Quindi la ferramenta tradizionale ha più feeling con il cliente?

N.T: Prossimità, relazione e consulenza al cliente sono caratteristiche connaturate al traditional retail. Veri e propri punti di forza. L’Italia, oltretutto, è un paese che si basa sulle relazioni e la fiducia è alla base di un rapporto commerciale che funziona.  E’ per questo che supportiamo il traditional retail anche attraverso idonei strumenti di comunicazione che aiutano noi a diffondere cultura sui nostri prodotti e gli esercenti a consolidare la propria posizione di riferimento -da veri e propri opinion leader- rispetto al pubblico. Siamo molto attivi anche sul versante delle promozioni, un’altra leva a disposizione dei rivenditori per fidelizzare la propria clientela. Le operazioni più efficaci sono quelle costruite su marchi noti e che favoriscono il pubblico anche rispetto al prezzo finale del prodotto.

 iFerr: Come sta affrontando la sfida tecnologica il retailer secondo lei?

Il canale tradizionale a sorpresa è straordinariamente attento e ricettivo su questo argomento. Sicuramente ci sono ancora realtà più piccole che “inseguono”, ma moltissime rivendite con le quali lavoriamo hanno ormai realizzato che la tecnologia - e-commerce in particolare, rappresenta un alleato della propria impresa e può costituire un vero e proprio strumento di crescita che non stravolge anzi supporta il business tradizionale. Quando le rivendite diventano KärcherCenter invitiamo gli esercenti adattivare un e-commerce e constatiamo risultati davvero positivi. Siamo per questo particolarmente ottimisti sul futuro, anche in termini di sviluppo tecnologico della filiera della ferramenta al dettaglio.

 

IFerr: E chi decide di restare fedelmente tradizionale?

N.T:La scelta di mantenere un’impostazione tradizionale è comunque condivisibile: l’importante è offrire prodotti di qualità e seguire il cliente anche dopo l’acquisto. La consapevolezza del rivenditore rispetto alle capacità e alle caratteristiche del prodotto venduto è fondamentale per il cliente. Il principio di suggerire “il prodotto giusto per esigenze specifiche” deve guidare l’esercente anche quando non porta nel breve periodo a un guadagno immediato. Una strategia lungimirante che genera fiducia e quindi fidelizzazione, la stessa che riporterà il cliente sul punto vendita per l’acquisto di altri prodotti, accessori o materiale consumabile per un rapporto virtuoso difficilmente replicabile on-line.

IFerr: Riassumendo tra modernità e tradizione, qual è lo stato di salute della ferramenta oggi?

N.T:  Il punto vendita fisico gode di ottima salute e continuerà a vivere, se andrà nella direzione che abbiamo appena esposto. Certo, in termini numerici il volume dei punti vendita dal 2005 al 2012 si è ridotto, ma quelli che hanno resistito ora sono in crescita in termini di vendite e fatturato. Inoltre, cresceranno ancora avvalendosi delle opportunità offerte dall’e-commerce e di azioni mirate a favore di un pubblico che conoscono di persona. Non è un caso se colossi del commercio elettronico stanno cominciando ad aprire punti vendita fisici: effettivamente poter esporre il prodotto e farlo toccare con mano al cliente sembra sia un requisito irrinunciabile.

 

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