Arexons, Francesco Luiso è il nuovo presidente e amministratore delegato
15/09/2026
Cambio al vertice di Arexons: Francesco Luiso assume la nuova posizione e guiderà la prossima fase di crescita e trasformazione del business. Mario Patrick Parenti lascia le cariche dopo aver accompagnato l'azienda nel percorso di transizione verso l'indipendenza.
Arexons, azienda italiana specializzata nella produzione di prodotti chimici per la cura dell'auto, il fai-da-te e la manutenzione industriale, ha annunciato la nomina di Francesco Luiso come nuovo Presidente e Amministratore Delegato di Arexons, a partire dal 15 settembre 2026. Luiso metterà a disposizione dell'azienda la propria esperienza maturata a livello nazionale e internazionale nel settore dei beni di consumo.
Mario Patrick Parenti lascia la guida di Arexons
Contestualmente alla nomina del nuovo vertice, Mario Patrick Parenti ha rassegnato le dimissioni dalle cariche di Presidente e Amministratore Delegato di Arexons, con effetto dal 15 settembre 2026. Il Dott. Parenti ha ricoperto un ruolo fondamentale nel percorso di trasformazione della società, contribuendo a condurre con successo Arexons dalla condizione di controllata di un grande gruppo multinazionale a quella di azienda autonoma e indipendente. La transizione è avvenuta a seguito del cambio di proprietà del maggio 2025, un passaggio significativo nella storia dell'azienda, che nel 2025 ha inoltre celebrato il proprio centenario.
Il ringraziamento di QCP Quantum Capital Partners
Steffen Goerig, fondatore e Managing Director di QCP Quantum Capital Partners, ha espresso a nome del Consiglio di Amministrazione il ringraziamento a Mario Patrick Parenti per il lavoro svolto negli ultimi anni: "A nome del Consiglio di Amministrazione, desidero ringraziare Mario per il suo significativo contributo allo sviluppo di Arexons dal 2020 ad oggi e per il suo ruolo in questo periodo di trasformazione per la Società. Gli auguriamo il meglio per le sue sfide future."
Francesco Luiso alla guida della prossima fase di crescita
Con la nomina di Francesco Luiso a Presidente e Amministratore Delegato, Arexons si prepara ad affrontare una nuova fase del proprio percorso di crescita e sviluppo. Il nuovo vertice avrà il compito di guidare l'azienda nel consolidamento del business e nella sua evoluzione, facendo leva sull'esperienza maturata da Luiso nel settore dei beni di consumo, sia in Italia sia a livello internazionale.
AiFerr 136 | Visual merchandising per ferramenta
15/09/2026
Scaffali, pareti attrezzate, blister e demo area non sono semplici strumenti espositivi: possono diventare vere e proprie guide alla scelta. Ecco come il visual merchandising per ferramenta trasforma la complessità in chiarezza e migliora l’esperienza d’acquisto.
In ferramenta, dove l’offerta è ampia, tecnica e spesso caratterizzata da prodotti apparentemente molto simili tra loro, trovare rapidamente la soluzione giusta può diventare una sfida. È proprio qui che entra in gioco il visual merchandising per ferramenta: non una semplice questione di ordine, ma una vera progettazione dell’esperienza di acquisto.
L’obiettivo non è esporre più prodotti, ma esporli meglio. Significa rendere immediata la comprensione, facilitare il confronto tra alternative, valorizzare le applicazioni e aiutare il cliente a individuare rapidamente ciò di cui ha bisogno.
Visual merchandising in ferramenta: che cos’è davvero?
A prima vista, parlare di visual merchandising in ferramenta potrebbe sembrare quasi una contraddizione: cosa c’entrano le logiche delle boutique con viti, tasselli e utensili? In realtà, il principio è lo stesso: organizzare lo spazio per rendere più semplice e intuitiva la scelta. In una ferramenta, il visual merchandising trasforma prodotti tecnici e spesso molto simili tra loro in un sistema visivo chiaro, leggibile e funzionale. Un’esposizione efficace permette di: trovare più rapidamente ciò che si sta cercando; comprendere le differenze tra prodotti simili; individuare l’articolo più adatto alla propria applicazione; favorire il cross-selling e gli acquisti complementari; presentare non soltanto prodotti, ma vere e proprie soluzioni.
Il visual merchandising diventa quindi una forma di comunicazione tecnica semplificata, particolarmente importante in un ambiente dove la complessità dell'offerta può aumentare lo sforzo mentale richiesto al cliente.
Scaffali e pareti attrezzate: organizzare per bisogno, non solo per prodotto
Uno degli errori più frequenti nel visual merchandising per ferramenta è organizzare il punto vendita esclusivamente secondo categorie merceologiche. Viti con viti, trapani con trapani, tasselli con tasselli. Una logica corretta dal punto di vista dell’assortimento, ma non sempre altrettanto efficace dal punto di vista del cliente. Chi entra in ferramenta, infatti, spesso non ragiona per categorie tecniche. Ragiona per necessità: “Devo fissare una mensola.”; “Devo appendere qualcosa al muro.”; “Devo riparare una perdita.”; “Devo lavorare sul cartongesso.” Per questo un visual merchandising efficace può costruire zone di soluzione, accanto alle tradizionali categorie di prodotto.
Un altro elemento da non sottovalutare è la densità espositiva. Riempire ogni centimetro disponibile non significa necessariamente valorizzare l’assortimento. Al contrario, troppi prodotti affiancati possono generare rumore visivo e rendere più difficile cogliere le differenze. Meno caos, più chiarezza: anche in ferramenta lo spazio vuoto può diventare uno strumento di comunicazione.
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Fernoi presenta il nuovo Catalogo Termoidraulica 2026
15/09/2026
Oltre 600 pagine, più di 7.500 referenze e una nuova organizzazione merceologica: sono i numeri del nuovo Catalogo Termoidraulica 2026 di Fernoi, pensato per offrire a rivenditori, installatori e professionisti del settore uno strumento ancora più semplice, completo e integrato con i servizi digitali dell’azienda.
Fernoi, distributore logistico B2B di riferimento in Calabria per i settori termoidraulica, ferramenta, materiali edili, vernici, arredo bagno e giardinaggio, rinnova così uno degli strumenti dedicati al lavoro quotidiano della propria clientela professionale, con un progetto che punta a rendere più rapida la ricerca dei prodotti e più efficiente l’intero processo di acquisto.
Un catalogo termoidraulico più completo e facile da consultare
Il Catalogo Termoidraulica Fernoi 2026 presenta una struttura merceologica completamente riprogettata. Le oltre 7.500 referenze sono state organizzate secondo una nuova logica, con l’obiettivo di facilitare la consultazione e consentire ai professionisti di individuare più velocemente i prodotti di interesse.
La nuova impostazione nasce dall’esigenza di migliorare l’esperienza di utilizzo di uno strumento che continua a rappresentare un importante punto di riferimento per rivenditori, installatori, professionisti e operatori della distribuzione termoidraulica. L’ampiezza dell’assortimento permette inoltre di avere in un unico catalogo una panoramica completa delle principali soluzioni disponibili per il settore.
Dal catalogo cartaceo al portale B2B: ogni prodotto è collegato al digitale
Tra le principali novità del Catalogo Termoidraulica 2026 c’è l’integrazione tra strumento cartaceo e piattaforma digitale. Ogni prodotto è associato a un codice QR che consente di accedere direttamente alla relativa pagina prodotto sul portale B2B Fernoi. In questo modo è possibile consultare le informazioni aggiornate, verificare la disponibilità di magazzino e procedere rapidamente con l’ordine. Un sistema progettato per rendere più semplice e veloce il lavoro della clientela professionale, mettendo in collegamento diretto catalogo, disponibilità, informazioni di prodotto e acquisto online.
Assortimento, tecnologia e logistica al servizio della distribuzione
Il nuovo catalogo rappresenta una delle espressioni concrete della strategia di sviluppo portata avanti da Fernoi negli ultimi anni, basata sull’integrazione tra ampiezza dell’assortimento, innovazione digitale, organizzazione logistica e qualità del servizio.
Alla base del modello distributivo c’è infatti una struttura logistica consolidata. Dal polo di Pianopoli, in provincia di Catanzaro, sviluppato su un’area complessiva di 70.000 metri quadrati, Fernoi gestisce oltre 26.000 posti pallet ed evade quotidianamente centinaia di ordini, garantendo consegne capillari in 24/48 ore nel Centro-Sud Italia.
L’organizzazione logistica è supportata anche da sistemi automatizzati, tra cui magazzini verticali e soluzioni avanzate per la gestione dei flussi, che contribuiscono a rendere più efficienti i processi di stoccaggio, preparazione ed evasione degli ordini.
Un nuovo strumento per i professionisti della termoidraulica
Il Catalogo Termoidraulica 2026 si inserisce quindi in un ecosistema distributivo più ampio, nel quale assortimento e servizi digitali lavorano insieme per supportare il business dei rivenditori specializzati.
Il catalogo mette infatti in relazione disponibilità dei prodotti, servizi digitali, organizzazione logistica e consulenza della rete vendita, offrendo alla clientela professionale strumenti pensati per rispondere alle esigenze di un mercato in continua evoluzione.
Con la nuova pubblicazione, Fernoi conferma il proprio percorso di crescita come distributore multi-settore B2B, rafforzando il proprio ruolo di partner commerciale per i rivenditori specializzati e continuando a investire in soluzioni capaci di rendere la distribuzione più efficiente, digitale e vicina alle esigenze dei professionisti.
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Cyber Resilience Act: scatta la prima fase
14/09/2026
L’11 settembre 2026 è entrato in applicazione il primo degli obblighi previsti dal Cyber Resilience Act (CRA), il Regolamento (UE) 2024/2847 sulla cybersecurity dei prodotti con elementi digitali. Da questa data, i fabbricanti devono segnalare le vulnerabilità attivamente sfruttate e gli incidenti gravi che incidono sulla sicurezza dei propri prodotti.
Una novità rilevante anche per il settore della sicurezza degli accessi, dove dispositivi come serrature elettroniche, lettori di credenziali e sistemi di controllo integrano sempre più firmware, software, applicazioni e servizi cloud.
“L’11 settembre 2026 segna un primo passaggio concreto nell’applicazione del Cyber Resilience Act”, commenta Marco Bonometti, Corporate Information Security Officer di ISEO Ultimate Access Technologies. “Per un’azienda come ISEO, questa scadenza si inserisce in una trasformazione che il mercato dell’accesso sta già vivendo”.
Un nuovo approccio alla gestione delle vulnerabilità
Per affrontare i nuovi obblighi, ISEO ha esteso il proprio modello di incident management al perimetro CRA, definendo procedure specifiche per la vulnerability disclosure e notification e attivando un canale per le segnalazioni responsabili.
L’azienda ha inoltre introdotto un “CRA gate”, che permette di valutare già nelle prime fasi di un incidente se un evento coinvolga un prodotto e possa richiedere una notifica. L’approccio è stato adottato a livello di Gruppo, per garantire criteri comuni nella valutazione delle vulnerabilità.
Secondo Bonometti, il CRA rafforza un’evoluzione già in corso: “Non basta più progettare un prodotto sicuro e immetterlo sul mercato. Occorre essere in grado di seguirne il comportamento nel tempo, individuare le vulnerabilità, distribuire gli aggiornamenti e reagire rapidamente quando emerge una minaccia”.
CRA e NIS2, una gestione integrata
Il percorso di adeguamento al CRA si intreccia inoltre con la NIS2, che introduce obblighi specifici sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi. Sebbene si tratti di normative con ambiti differenti, uno stesso incidente può interessare entrambi i perimetri.
Per questo ISEO ha scelto di adottare un unico modello di incident response, in grado di attivare flussi di gestione e notifica differenti quando necessario. “La sicurezza diventa così una responsabilità continuativa del produttore”, conclude Bonometti, “che deve accompagnare il prodotto durante il suo intero ciclo di vita”.
Bilancio di sostenibilità 2025: Vimar rafforza il suo impegno ESG
11/09/2026
Vimar presenta la quarta edizione del Bilancio di Sostenibilità, un appuntamento particolarmente significativo che nel 2025 coincide con gli 80 anni di storia dell’azienda. Un percorso costruito nel tempo su valori autentici, innovazione e attenzione alle persone, al territorio e alla qualità, che oggi si traduce in un impegno sempre più strutturato verso la sostenibilità.
Nel corso del 2025, Vimar ha ulteriormente rafforzato il proprio impegno per uno sviluppo sostenibile, integrando in modo sempre più strutturato e trasversale i principi ESG – Environmental, Social e Governance nella strategia aziendale. Un approccio basato su obiettivi chiari, concreti e misurabili, che orienta le decisioni e le azioni nel lungo periodo e consolida un modello di Governance di Sostenibilità in grado di guidare una crescita responsabile e la creazione di valore per tutti gli stakeholder. L’evoluzione del modello si riflette anche nelle modalità di rendicontazione, attraverso un progressivo allineamento agli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), con l’obiettivo di rafforzare la trasparenza e la gestione delle tematiche ESG.
Vimar amplia il monitoraggio delle emissioni e completa la Carbon Footprint di Organizzazione
Tra gli aspetti di maggiore rilievo del Bilancio di Sostenibilità 2025 c’è l’attenzione dedicata alla misurazione e alla gestione degli impatti sul clima. Tra il 2024 e il 2025, Vimar ha ampliato il monitoraggio delle emissioni di gas a effetto serra, includendo anche tutte le emissioni indirette di Scope 3 e completando così la propria Carbon Footprint di Organizzazione.
Si tratta di un passaggio fondamentale per ottenere una visione più completa e accurata degli impatti generati lungo l’intera catena del valore. Una maggiore disponibilità di dati consente infatti di individuare con maggiore precisione le opportunità di miglioramento e di sviluppare iniziative sempre più efficaci per la riduzione degli impatti ambientali.
Qualità e sicurezza dei prodotti: 465 certificati di conformità
La qualità e la sicurezza dei prodotti rappresentano un altro elemento centrale della strategia di sostenibilità di Vimar. Garantire prodotti affidabili e sicuri significa contribuire alla tutela dei consumatori e, allo stesso tempo, rafforzare la competitività dell’azienda sul mercato. Vimar ha scelto di trasformare questi aspetti in una vera e propria leva strategica, certificando volontariamente gran parte della propria offerta. A oggi, l’azienda dispone di 465 certificati di conformità di prodotto in vigore, di cui 73 ottenuti nel 2025.
Persone, formazione e valorizzazione dei giovani
Il percorso di sostenibilità di Vimar comprende anche una forte attenzione alle persone e allo sviluppo delle competenze. Nel 2025 l’azienda ha investito nella crescita professionale e personale delle proprie persone, erogando complessivamente 34.600 ore di formazione. L’impegno si estende anche al territorio, attraverso la collaborazione con scuole e università, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo delle competenze, avvicinare i giovani al mondo del lavoro e valorizzarne i talenti. Una scelta che trova riscontro anche nelle nuove assunzioni: oltre la metà delle persone inserite nel 2025 ha meno di 30 anni. Il Bilancio di Sostenibilità evidenzia inoltre la performance economica dell’azienda, confermando la solidità finanziaria e la capacità di creare valore per gli azionisti.
Economia circolare e gestione responsabile delle risorse
Sul fronte ambientale, Vimar conferma inoltre elevati standard nella gestione dei rifiuti. Nel 2025, il 97% del totale dei rifiuti è stato avviato a recupero e riciclo, anticipando il raggiungimento degli obiettivi previsti dall’Agenda 2030 in materia di consumo responsabile delle risorse. Un risultato che testimonia l'integrazione progressiva dei principi di sostenibilità nei processi e nelle scelte aziendali.
Vimar: una sostenibilità integrata per creare valore nel tempo
Nel 2025 Vimar ha quindi ulteriormente consolidato l’integrazione della sostenibilità nella propria strategia aziendale, concentrandosi sugli aspetti ambientali, economici e sociali più rilevanti. Il Bilancio di Sostenibilità rappresenta uno strumento per rendicontare in modo trasparente il percorso intrapreso e, al tempo stesso, per definire le priorità e orientare le decisioni e le iniziative dei prossimi anni. Un impegno che prosegue nel segno della responsabilità, dell’innovazione e della capacità di creare valore nel tempo per tutti gli stakeholder.
Il 10% che fa paura: l'AI potrebbe portare all'estinzione dell'umanità?
10/09/2026
L’allarme arriva dai ricercatori di Anthropic, la società che ha fatto della sicurezza dell’intelligenza artificiale uno dei propri principali obiettivi. Ma quel 10% non è una previsione scientifica: è una valutazione soggettiva del rischio.
C’è una domanda che fino a poco tempo fa apparteneva soprattutto alla fantascienza: cosa accadrebbe se l’intelligenza artificiale diventasse più intelligente degli esseri umani e iniziasse a perseguire obiettivi che non siamo più in grado di comprendere o controllare? Oggi la stessa domanda viene affrontata nei laboratori che sviluppano i sistemi di AI più avanzati.
Il caso più emblematico è quello di Anthropic, società statunitense nata anche dall'esperienza di ex ricercatori di OpenAI e fortemente concentrata sulla sicurezza e sull'AI alignment, cioè sull'allineamento dell'intelligenza artificiale con gli interessi umani.
Il rischio di una superintelligenza
Il 9 settembre il ricercatore Jacob Coxon ha annunciato le proprie dimissioni da Anthropic, criticando una corsa verso sistemi sempre più potenti che, a suo giudizio, procede più velocemente della capacità dell'industria di controllarli. Evan Hubinger, ricercatore nell'area dell'Alignment Science di Anthropic, ha quindi rilanciato un'affermazione destinata a far discutere: secondo la sua valutazione, la probabilità che l'intelligenza artificiale possa arrivare a uccidere tutta l'umanità entro il prossimo decennio sarebbe superiore al 10%. Quel numero va però interpretato con cautela. Non è una previsione scientifica dell'estinzione umana, ma una stima personale del rischio formulata da un esperto di allineamento dell'AI. Il problema, secondo questa prospettiva, non sarebbe necessariamente un'intelligenza artificiale “cattiva”. Un sistema molto potente potrebbe semplicemente perseguire correttamente un obiettivo, utilizzando però strategie che gli esseri umani non avevano previsto.
L'auto-miglioramento dell'AI
Uno degli scenari più discussi è quello del recursive self-improvement, l'auto-miglioramento ricorsivo. Un sistema sufficientemente avanzato potrebbe, in teoria, modificare e ottimizzare il proprio software, contribuendo alla realizzazione di versioni ancora più potenti. Il problema non sarebbe quindi soltanto quanto è intelligente l'AI, ma quanto rapidamente potrebbe diventarlo. E su questo punto Anthropic non dispone ancora di una soluzione definitiva al problema dell'allineamento di una futura superintelligenza.
Gli incidenti nei test di sicurezza
Il dibattito non riguarda soltanto il futuro. Nel 2026 Anthropic ha reso pubblici diversi incidenti avvenuti durante test di cybersecurity. In alcuni casi, modelli Claude hanno raggiunto sistemi informatici reali dopo aver trovato accesso a Internet all'interno di ambienti che avrebbero dovuto essere isolati. L'azienda ha precisato che si trattava di modelli sottoposti a specifiche valutazioni e non delle versioni commerciali normalmente protette. Gli episodi hanno però mostrato quanto sia difficile prevedere ogni comportamento di sistemi sempre più autonomi. È questo il passaggio cruciale dagli strumenti tradizionali agli AI agent, capaci di ricevere un obiettivo, suddividerlo in attività, utilizzare strumenti esterni, scrivere codice e prendere decisioni intermedie.
AI, sicurezza e geopolitica
La questione riguarda ormai anche gli Stati. Nel 2026 Anthropic è entrata in conflitto con il governo statunitense sui limiti all'utilizzo militare dei propri modelli. La società ha mantenuto due principali eccezioni: sorveglianza di massa dei cittadini americani e armi completamente autonome. Lo scontro con il Pentagono è arrivato anche nelle aule giudiziarie, trasformando la sicurezza dell'AI in una questione apertamente geopolitica.
La vera domanda: quanto velocemente sviluppare l'AI?
Dire che l'intelligenza artificiale provocherà sicuramente l'estinzione dell'umanità sarebbe oggi un'affermazione priva di prove. Esiste però un problema concreto: le capacità dei modelli stanno crescendo rapidamente, mentre sicurezza, regolamentazione e sistemi di controllo devono tenere il passo. Il vero interrogativo potrebbe quindi non essere se fermare l'intelligenza artificiale, ma quanto rapidamente possiamo permetterci di svilupparla senza rischiare di perdere la capacità di controllarla. Il paradosso di Anthropic è proprio questo: l'azienda nata per rendere l'AI più sicura mostra quanto sia difficile garantire quella sicurezza mentre la corsa verso sistemi sempre più potenti continua ad accelerare.
Articolo a cura di Denny Turi – da una lettura del Sole 24 Ore del 9 settembre 2026.
Safety Expo: accredito sì, parcheggio no
09/09/2026
A Safety Expo di Bergamo, il 16 e 17 settembre, giornalisti accreditati e parcheggio gratuito sembrano seguire due strade separate. Il pass stampa permette di entrare in fiera. Non permette però di parcheggiare gratis l’auto.
Per gli espositori il parcheggio è gratis. Per i giornalisti, invece, non lo è. Anche se sono regolarmente accreditati e presenti per seguire la manifestazione, il 16 e 17 settembre dovranno pagare per poter parcheggiare e partecipare all’evento. Questa scelta lascia almeno perplessi. L’accredito stampa permette di entrare alla fiera, ma evidentemente non include anche il privilegio di parcheggiare gratis. In pratica, alla Safety Expo la stampa è la benvenuta, ma solo se paga di tasca propria. È una distinzione curiosa tra chi espone e chi racconta l’evento, soprattutto perché i giornalisti accreditati partecipano proprio per lavorare. Il messaggio, almeno per quanto riguarda il parcheggio, sembra chiaro. L’ingresso con accredito è gratuito, ma il parcheggio si paga. Eppure, la stampa è parte dello sviluppo e della crescita di un evento: raccontarlo, dargli visibilità e contribuire a farne conoscere contenuti e protagonisti significa contribuire alla sua stessa crescita.
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