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09/07/2026 iRetail #iFerr 135 | Ogni scaffale racconta una scelta
Come cambia il ruolo del venditore nell'era dell'ecommerce? In che modo l'organizzazione dell'assortimento può aumentare le vendite e migliorare l'esperienza del cliente? E quale contributo può offrire l'Intelligenza Artificiale nel punto vendita?
Questi sono alcuni dei temi affrontati da Mauro Carchidio, consulente e partner di EuMethis e docente del webinar "Vendere in ferramenta oggi", organizzato da Accademia Assofermet nelle giornate dell'8, 15 e 22 giugno 2026. Nel corso dell'intervista ad iFerr magazine, Carchidio spiega perché oggi la vendita non si limita più al prodotto, ma passa attraverso consulenza, ascolto, organizzazione dell'assortimento, servizi e conoscenza dei competitor. Un approccio che consente di semplificare la scelta del cliente e creare nuove opportunità di vendita attraverso prodotti e servizi complementari.
Leggi l'intervista completa sull'ultimo numero di iFerr magazine: CLICCA QUI
09/07/2026 Stihl e Kärcher siglano un'alleanza strategica: nasce ALLPRO
I due colossi dell’innovazione presentano una piattaforma tecnologica condivisa per i settori del giardinaggio, della forestazione e della pulizia professionale, introducendo le rivoluzionarie celle “tabless”.
Stihl e Kärcher hanno ufficializzato una nuova partnership che punta a definire uno standard comune per le batterie professionali. Il progetto ALLPRO nasce con l'obiettivo di accelerare l'elettrificazione delle attrezzature per il verde, la pulizia professionale, l'edilizia e il facility management, offrendo agli operatori un unico sistema di batterie e caricabatterie. Basato sulla tecnologia sviluppata da Stihl, il sistema ALLPRO sarà progressivamente adottato dalle attrezzature professionali di entrambi i marchi, consentendo l'utilizzo delle stesse batterie e degli stessi caricabatterie sia sulle macchine Kärcher dedicate alla pulizia professionale sia sugli elettroutensili Stihl.
Per gli utilizzatori Stihl sarà garantita la piena compatibilità con l'attuale sistema AP: le batterie già in uso potranno alimentare anche le future macchine Kärcher compatibili con ALLPRO. Kärcher continuerà inoltre ad assicurare assistenza, ricambi e disponibilità di batterie per l'attuale piattaforma Battery Universe.
Quando saranno disponibili le nuove batterie ALLPRO
Il prodotto sarà disponibile presso la rete dei rivenditori specializzati Stihl a partire dal 1° agosto 2026. Kärcher introdurrà invece la prima gamma di attrezzature compatibili con il nuovo sistema dal 1° gennaio 2027, dando così il via alla diffusione del nuovo ecosistema condiviso.
Le dichiarazioni dei vertici di Stihl e Kärcher
"I professionisti hanno bisogno di sistemi versatili che semplifichino il lavoro e garantiscano un investimento duraturo. La partnership con Kärcher amplia le applicazioni del sistema a batteria ALLPRO, creando un valore aggiunto concreto per i clienti", ha dichiarato Michael Traub, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Stihl AG.
Sulla stessa linea Hartmut Jenner, CEO e Presidente del Board of Management di Alfred Kärcher SE & Co. KG: "L'unione tra due aziende familiari accomunate da innovazione e qualità accelera l'elettrificazione delle applicazioni professionali e offre ai clienti un importante vantaggio competitivo".
Un ecosistema aperto con oltre 120 attrezzature professionali
L'accordo rappresenta un passo significativo nello sviluppo dell'ecosistema ALLPRO e conferma la volontà di Stihl di investire nell'innovazione delle soluzioni professionali a batteria. Il progetto coinvolgerà progressivamente anche altri produttori specializzati, con l'obiettivo di creare uno standard condiviso che comprenderà oltre 120 attrezzature professionali destinate alla manutenzione del verde, alla forestazione, all'edilizia, al facility management e ai servizi di emergenza.
08/07/2026 Assofermet sostiene il manifesto del Codacons per il rilancio della siderurgia italiana
L'associazione ha annunciato la propria adesione al Manifesto del Codacons "L'acciaio come risorsa strategica per l'Italia", un documento che mira a riportare la siderurgia al centro della politica industriale nazionale e a promuovere una strategia di lungo periodo per il comparto.
Per Assofermet, il Manifesto rappresenta un contributo concreto al dibattito sul futuro dell'acciaio italiano in una fase cruciale per il Paese, chiamato a garantire sicurezza degli approvvigionamenti, competitività delle imprese e tutela dell'occupazione.
Acciaio strategico per l'economia italiana
Nel documento, il Codacons evidenzia il ruolo strategico dell'acciaio per l'economia nazionale e per settori chiave come automotive, meccanica, cantieristica e industria pesante. L'obiettivo è rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento, riducendo la dipendenza dalle importazioni senza penalizzare quelle strategiche e di elevata qualità, difficilmente sostituibili dalla produzione siderurgica europea.
Il Manifesto richiama inoltre l'attenzione sul persistente deficit di approvvigionamento siderurgico dell'Italia, una condizione che rende il sistema produttivo più esposto alla volatilità dei mercati internazionali e alle tensioni geopolitiche. Per questo motivo viene proposta una strategia industriale nazionale capace di sostenere gli investimenti produttivi e rafforzare la capacità manifatturiera del Paese.
Codacons: "L'acciaio è una risorsa strategica per il Paese"
"Con questo Manifesto vogliamo richiamare l'attenzione delle istituzioni sulla necessità di considerare l'acciaio una risorsa strategica per il Paese. L'Italia non può lasciare inascoltata la domanda di una materia prima fondamentale per le proprie filiere industriali. Serve una politica industriale che coniughi sviluppo, sostenibilità e interesse pubblico, rafforzando la produzione nazionale, garantendo maggiore sicurezza negli approvvigionamenti e proteggendo imprese e consumatori dagli effetti delle crisi internazionali e della volatilità dei mercati. Accogliamo con favore l'adesione di Assofermet, che conferma come queste istanze siano condivise dall'intera filiera", dichiara Gianluca Di Ascenzo, presidente del Codacons.
Assofermet: priorità al rilancio della siderurgia italiana
Assofermet condivide pienamente l'impostazione del Manifesto e sottolinea la centralità dei principali progetti di rilancio della siderurgia italiana, a partire dal polo di Piombino e dagli stabilimenti di Acciaierie d'Italia, considerati asset strategici per il futuro industriale del Paese e per il rafforzamento dell'autonomia strategica nazionale ed europea.
"Assofermet aderisce al Manifesto del Codacons perché ritiene indispensabile riportare la siderurgia al centro dell'agenda industriale italiana. Il rilancio del polo di Piombino e degli stabilimenti di Acciaierie d'Italia rappresenta una priorità strategica per il futuro manifatturiero del Paese. Questi progetti sono fondamentali per ridurre il deficit produttivo nazionale, rafforzare la competitività delle imprese e garantire alle filiere utilizzatrici la disponibilità di acciaio competitivo e di qualità. Allo stesso tempo, è necessario accompagnare lo sviluppo industriale con investimenti in innovazione e sostenibilità ambientale, elementi indispensabili per il futuro della siderurgia italiana ed europea", conclude Paolo Sangoi, presidente di Assofermet Acciai.
In uno scenario economico ancora caratterizzato da incertezza e tensioni internazionali, Sparco continua a rafforzare la propria posizione nel mercato della sicurezza sul lavoro attraverso il marchio Sparco Teamwork.
Ricerca sui materiali, innovazione tecnologica, design e una forte identità di brand rappresentano i pilastri della strategia dell'azienda, che punta a consolidare il proprio ruolo di riferimento nel settore dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI). A fare il punto sui risultati raggiunti e sui progetti futuri è Niccolò Bellazzini, Brand Manager del Gruppo Sparco e Direttore Generale della divisione Sparco Teamwork.
Crescita costante per Sparco Teamwork nel settore della sicurezza sul lavoro
Secondo Bellazzini, il 2026 sta confermando il percorso di crescita della business unit dedicata al workwear e ai DPI. "Il mercato resta complesso, ma la nostra offerta continua a essere apprezzata e a fidelizzare clienti e rivenditori. Questo conferma la validità della strategia industriale che considera l'antinfortunistica una linea di business strategica al pari del Motorsport e dell'Original Equipment."
Ricerca, materiali innovativi e nuove tecnologie per i DPI
Uno degli asset principali di Sparco è l'investimento continuo in ricerca e sviluppo, con l'obiettivo di realizzare prodotti sempre più performanti, confortevoli e tecnologicamente avanzati. L'azienda sta lavorando su: nuovi materiali, soluzioni tecniche innovative, miglioramento del comfort, evoluzione del design e ampliamento della gamma per rispondere alle esigenze di professionisti e rivenditori. L'obiettivo è offrire una proposta completa mantenendo l'identità del marchio, elemento distintivo del brand.
Design e performance guidano l'evoluzione della linea Sparco Teamwork
La filosofia di Sparco Teamwork nasce dal trasferimento dell'esperienza maturata nel Motorsport al mondo della sicurezza sul lavoro. Lo sviluppo di scarpe antinfortunistiche e abbigliamento tecnico segue infatti gli stessi criteri utilizzati per realizzare le attrezzature destinate ai piloti di Formula 1: sicurezza, leggerezza, comfort, prestazioni e uno stile riconoscibile. Secondo Bellazzini, proprio questo mix rappresenta oggi uno dei principali fattori di successo della gamma Teamwork.
Cambiano i criteri di acquisto: il design supera il prezzo
Anche il comportamento d'acquisto nel canale ferramenta e nelle rivendite tecniche sta evolvendo. Per Bellazzini, oggi il primo elemento che guida la scelta di una scarpa antinfortunistica non è più il prezzo, ma il design. Il prodotto deve essere esteticamente accattivante, garantire comfort durante utilizzi prolungati fino a 10-12 ore al giorno e offrire un corretto rapporto qualità-prezzo. A completare il valore percepito contribuisce la forza del marchio Sparco, sempre più associato a sportività, qualità e prestazioni.
Rafforzata la presenza nei punti vendita e nell'e-commerce
Per sostenere la crescita del brand, Sparco sta investendo anche nella distribuzione. L'azienda ha sviluppato strumenti dedicati ai rivenditori, tra cui: corner personalizzati, espositori dedicati, scaffalature coordinate, materiali POP e layout espositivi per scarpe e abbigliamento. L'obiettivo è costruire un'identità visiva riconoscibile all'interno delle ferramenta e dei distributori tecnici, valorizzando allo stesso tempo anche i canali e-commerce con cataloghi completi e una presentazione uniforme della gamma.
Nuove collezioni Sparco Teamwork in arrivo tra il 2026 e il 2027
L'innovazione della linea Teamwork proseguirà nei prossimi mesi con numerose novità. Le nuove collezioni saranno presentate nel catalogo Second Half 2026, mentre ulteriori lanci sono già programmati per il catalogo 2027, anno in cui il Gruppo Sparco celebrerà il cinquantesimo anniversario dalla fondazione.
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07/07/2026 Serrature: il check-up di ISEO prima delle vacanze
Con l'arrivo delle ferie estive aumenta l'attenzione verso la sicurezza domestica. ISEO mette a disposizione di ferramenta, serramentisti e installatori un questionario in 10 domande per valutare lo stato delle serrature e individuare eventuali criticità prima della partenza.
L'avvicinarsi delle vacanze estive fa crescere anche la preoccupazione per la sicurezza della propria abitazione. È proprio in questo periodo che molti proprietari di casa iniziano a chiedersi se porte, serrature e sistemi di accesso siano realmente in grado di proteggere l'immobile durante l'assenza.
Per rispondere a questa esigenza, ISEO Ultimate Access Technologies, azienda specializzata nelle soluzioni per la gestione intelligente degli accessi, ha sviluppato un semplice questionario in 10 punti pensato come primo strumento di verifica da utilizzare in ferramenta, durante un sopralluogo o in fase di consulenza con il cliente finale.
Un check-up rapido per verificare la sicurezza delle serrature
Il questionario rappresenta una guida preliminare che consente di individuare le principali vulnerabilità dell'abitazione, offrendo ai professionisti un supporto concreto nella consulenza e nell'individuazione di eventuali interventi di aggiornamento o sostituzione delle serrature. Le domande riguardano gli aspetti più importanti della sicurezza domestica:
#1 La serratura della porta principale scorre senza difficoltà e si chiude agevolmente senza forzare?
#2 La porta si chiude a più mandate e in almeno 2-3 punti?
#3 Le chiavi non sono state duplicate da estranei e si è avuto sempre conoscenza di chi le ha avute e utilizzate?
#4 La serratura ha meno di 10 anni?
#5 Tutte le porte secondarie (terrazzo, garage, cantina, ingresso di servizio) hanno serrature funzionanti?
#6 Le finestre accessibili dall'esterno hanno dispositivi di blocco o serrature a leva?
#7 Si evita di tenere una copia di chiavi nascosta all'esterno, come in un vaso del giardino?
#8 Le chiavi di riserva sono state date a una persona di fiducia?
#9 La serratura non presenta segni di forzatura, graffi anomali intorno alla toppa o gioco eccessivo nel cilindro?
#10 Se la serratura è smart, si è verificato recentemente che le batterie siano cariche e il software sia aggiornato?
Ogni risposta negativa evidenzia una possibile criticità che merita un approfondimento tecnico.
Come interpretare il risultato del questionario
Secondo ISEO, ottenere almeno 8 risposte positive indica un livello di sicurezza generalmente adeguato, pur consigliando controlli periodici su porte e serrature. Se invece il punteggio è inferiore a 8, è opportuno valutare possibili interventi di miglioramento. Con meno di 6 risposte positive, l'azienda suggerisce di richiedere una verifica da parte di un professionista qualificato, che in pochi minuti può controllare lo stato di porte e cilindri e proporre le soluzioni più adatte, dalle serrature meccaniche ad alta sicurezza ai sistemi smart gestibili tramite app.
Perché sostituire una serratura con oltre 10 anni di vita
Uno degli aspetti evidenziati dagli esperti ISEO riguarda l'età della serratura. Un dispositivo installato da oltre dieci anni potrebbe infatti non garantire più gli standard di sicurezza richiesti contro le moderne tecniche di effrazione. I cilindri europei di nuova generazione dotati di protezione anti-bumping offrono una maggiore resistenza ai tentativi di scasso, mentre le serrature intelligenti permettono di gestire gli accessi da remoto, monitorare aperture e chiusure ed eliminare i rischi legati alla duplicazione incontrollata delle chiavi.
Sicurezza domestica: un'opportunità anche per ferramenta e installatori
Per ferramenta, serramentisti e installatori, il periodo che precede le vacanze rappresenta uno dei momenti più favorevoli per offrire consulenze sulla sicurezza degli accessi. Un semplice check-up delle serrature può infatti trasformarsi in un servizio ad alto valore aggiunto, favorendo la fidelizzazione del cliente e creando nuove opportunità di intervento, dalla sostituzione del cilindro all'installazione di sistemi di controllo accessi smart.
06/07/2026 Come vestono, in estate, i vostri agenti rappresentanti?
Il caldo può mettere a dura prova un agente di commercio, ma non dovrebbe mai mettere in discussione la sua professionalità.
Per gli agenti di commercio, soprattutto nei settori della ferramenta, dell'utensileria e della distribuzione professionale, affrontare temperature elevate significa trascorrere intere giornate tra trasferimenti, visite ai clienti e punti vendita spesso privi di climatizzazione. È comprensibile cercare un po' di comfort. Meno comprensibile è permettere che il comfort si trasformi in un'immagine poco professionale.
L'aspetto con cui un venditore si presenta al cliente è infatti il primo messaggio che l'azienda invia al mercato. Arriva prima della stretta di mano, prima della presentazione dei prodotti e prima di qualsiasi argomentazione commerciale. È uno degli elementi che contribuiscono a costruire, nel bene o nel male, la percezione del marchio.
Il cliente non distingue il rappresentante dall'azienda che rappresenta. Osserva il modo di presentarsi, il linguaggio, l'atteggiamento, la cura personale e, inconsciamente, associa questi elementi alla qualità del servizio, all'affidabilità dell'organizzazione e alla capacità di mantenere gli impegni. Per questo motivo, un abbigliamento ordinato e coerente con il contesto professionale non è una questione di estetica, ma di credibilità.
Nella vendita B2B sono spesso i dettagli a fare la differenza. Una buona prima impressione non garantisce un ordine, ma crea le condizioni per instaurare un dialogo positivo. Al contrario, un'immagine trascurata può generare una barriera psicologica che nemmeno la migliore preparazione tecnica riesce sempre a superare. La cura dell'immagine non dovrebbe quindi essere lasciata alla sensibilità del singolo agente, ma diventare parte integrante della cultura commerciale dell'azienda.
Imprenditori e direttori commerciali hanno oggi a disposizione strumenti semplici per affrontare anche questi temi: webinar, riunioni commerciali, momenti di confronto e brevi sessioni formative possono contribuire a definire standard condivisi e aspettative chiare. La formazione di una forza vendita non riguarda soltanto prodotti, listini e tecniche di negoziazione, ma anche tutti quei comportamenti che rafforzano la reputazione aziendale.
Un ruolo decisivo spetta anche ai CAPI AREA. Durante gli affiancamenti sul territorio, ogni loro comportamento viene osservato e spesso replicato. Educazione, puntualità, rispetto del cliente, linguaggio, atteggiamento e cura della propria immagine rappresentano esempi concreti che valgono più di molte slide. È proprio sul campo che si costruisce una vera cultura commerciale.
Una rete vendita consapevole dell'importanza della propria immagine rafforza il posizionamento del marchio, trasmette maggiore autorevolezza, facilita la relazione con il cliente e contribuisce a consolidarne la fiducia. Nel lungo periodo, tutto questo si traduce in relazioni più solide, maggiore fidelizzazione e migliori opportunità di crescita.
La professionalità non si misura soltanto da ciò che sappiamo dire, ma anche da come scegliamo di rappresentare ogni giorno l'azienda che ci affida il proprio nome.
Articolo a cura di Denny Turi
06/07/2026 Pietro Incalza nominato nuovo direttore generale di BM - Gruppo Beta
Con oltre trent'anni di esperienza nel settore del materiale elettrico, Pietro Incalza assume la guida di BM, azienda del Gruppo Beta specializzata nella progettazione, produzione e distribuzione di soluzioni per l'installazione elettrica.
BM, società con sede a Rozzano (Milano) e parte del Gruppo Beta, annuncia la nomina di Pietro Incalza come nuovo Direttore Generale. L'ingresso del manager segna un nuovo capitolo per l'azienda, punto di riferimento da oltre 70 anni nel mercato del materiale elettrico, raccogliendo il testimone di Luca Pelliciari.
Con una carriera costruita in oltre trent'anni nel settore del materiale elettrico e della distribuzione specializzata, Incalza porta in BM competenze manageriali consolidate e una profonda conoscenza del mercato.
"Entro in BM con grande entusiasmo, consapevole della sfida stimolante che mi attende. Ringrazio Roberto Ciceri, CEO e Presidente del Gruppo Beta, per la fiducia accordatami e accolgo con grande orgoglio il testimone del mio predecessore Luca Pelliciari, che ha creato un bellissimo team di persone orientate al successo. Insieme a loro, al Gruppo Beta e ai nostri affezionati clienti, sono pronto a tracciare le linee del nostro prossimo sviluppo futuro", ha dichiarato Pietro Incalza.
Il percorso professionale di Pietro Incalza
Diplomato in ambito elettrotecnico, Pietro Incalza inizia la propria carriera nel 1990 all'interno di una multinazionale del settore elettrico. Successivamente ricopre per circa vent'anni il ruolo di Channel Manager, contribuendo allo sviluppo di Riello UPS nel mercato italiano della distribuzione di materiale elettrico. L'esperienza maturata gli consente oggi di guidare BM con una visione strategica orientata alla crescita, all'innovazione e allo sviluppo del business.
BM rafforza la propria strategia di crescita
BM progetta, produce e distribuisce elementi di connessione e prodotti per l'installazione elettrica, mettendo a disposizione del mercato oltre 4.000 referenze suddivise in 12 famiglie di prodotto. L'azienda opera attraverso due sedi in Italia e due filiali estere, in Romania e Slovenia. La nomina di Pietro Incalza rafforza ulteriormente il percorso di crescita di BM e consolida il posizionamento del Gruppo Beta nel mercato della distribuzione di materiale elettrico destinato alle costruzioni civili e industriali, con l'obiettivo di sostenere lo sviluppo dell'azienda nei prossimi anni.
06/07/2026 Sonepar acquisisce Stilcolor Service
L'azienda compie un nuovo passo nella propria strategia di crescita annunciando l'acquisizione di Stilcolor Service, azienda specializzata in servizi logistici avanzati. L'operazione, perfezionata attraverso la controllata Sacchi Elettroforniture, punta a rafforzare ulteriormente la supply chain del Gruppo e a consolidare la presenza di Sonepar nel mercato italiano della distribuzione B2B di prodotti elettrici, soluzioni e servizi.
L'integrazione di Stilcolor Service, che conta 210 collaboratori, rappresenta un investimento strategico volto a rendere la catena logistica ancora più efficiente, integrata e resiliente. L'obiettivo è aumentare la capacità di rispondere con rapidità alle esigenze di un mercato in continua evoluzione, garantendo standard di servizio sempre più elevati ai clienti.
"Questo investimento rappresenta un'evoluzione coerente del nostro modello logistico", ha dichiarato Marco Brunetti, Presidente di Sonepar Italy, realtà che opera nel nostro Paese attraverso Sacchi, Sonepar Italia ed Elettroveneta. "L'integrazione diretta di competenze strategiche ci permette di aumentare il controllo sulla supply chain, migliorare l'efficienza operativa e continuare a elevare gli standard di servizio per i nostri clienti."
Grazie all'acquisizione, Sonepar rafforza il ruolo di Sacchi come punto di riferimento nella distribuzione elettrica del Nord Italia, sostenuta da una rete logistica sempre più avanzata e orientata all'innovazione.
L'operazione si inserisce nella più ampia strategia internazionale del Gruppo, che pone la supply chain al centro del proprio modello di sviluppo. Attraverso investimenti mirati in logistica, innovazione tecnologica e competenze, Sonepar punta a creare valore per clienti e partner, contribuendo all'evoluzione del settore della distribuzione di materiale elettrico.
03/07/2026 AI, DPI intelligenti e nuove regole: cosģ cambia la sicurezza sul lavoro
Le nuove norme sulla sicurezza sul lavoro, l'aggiornamento degli obblighi formativi e l'ingresso dell'intelligenza artificiale nei processi di prevenzione stanno ridefinendo il sistema di tutela di lavoratori e imprese. Il DL 159/2025 e il nuovo Accordo Stato-Regioni 2025 introducono infatti importanti novità che aziende, datori di lavoro, RSPP, consulenti e professionisti della sicurezza sono chiamati a conoscere e applicare.
Tra gli interventi normativi più rilevanti figurano le disposizioni introdotte dal Decreto Legge 159/2025, che rafforzano il sistema dei controlli e intervengono su alcuni degli aspetti più delicati della gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Le nuove misure riguardano in particolare: la disciplina degli appalti e dei subappalti; il funzionamento della patente a crediti; il potenziamento delle attività ispettive; una maggiore attenzione alla gestione dei near miss, ovvero gli eventi che avrebbero potuto causare un infortunio ma che non hanno prodotto conseguenze. L'obiettivo del legislatore è rafforzare la cultura della prevenzione, ridurre il rischio di incidenti e rendere più efficace il sistema di vigilanza.
Accordo Stato-Regioni 2025: cambiano formazione e aggiornamento
Un'altra delle principali novità riguarda il nuovo Accordo Stato-Regioni 2025, destinato ad avere un impatto significativo sull'organizzazione della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Le nuove disposizioni ridefiniscono i percorsi formativi per lavoratori, dirigenti, preposti e figure della prevenzione, introducendo criteri aggiornati per contenuti, durata dei corsi e modalità di aggiornamento. Per aziende e professionisti si tratta di un cambiamento rilevante, che richiederà un progressivo adeguamento organizzativo e documentale, oltre a una revisione dei programmi formativi.
Intelligenza artificiale e DPI intelligenti: la tecnologia entra nella prevenzione
Parallelamente all'evoluzione normativa, cresce il ruolo delle nuove tecnologie nella gestione della sicurezza sul lavoro. L'utilizzo dell'intelligenza artificiale, dell'Internet of Things (IoT) e dei dispositivi di protezione individuale (DPI) intelligenti consente oggi di monitorare in tempo reale le condizioni operative, raccogliere dati sui rischi e individuare situazioni potenzialmente pericolose prima che si trasformino in incidenti. Sensori integrati nei DPI, sistemi di monitoraggio continuo e algoritmi predittivi rappresentano strumenti sempre più utilizzati per migliorare la prevenzione, pur richiedendo un'attenta valutazione sotto il profilo organizzativo, tecnologico e della gestione dei dati.
Le sfide per imprese e professionisti
L'evoluzione della normativa e l'adozione delle nuove tecnologie stanno modificando profondamente il modo di gestire la salute e la sicurezza sul lavoro. Le imprese sono chiamate non solo ad adeguarsi ai nuovi obblighi previsti dalla normativa, ma anche a investire in formazione, innovazione e strumenti capaci di migliorare la prevenzione degli infortuni. Per consulenti, RSPP, HSE Manager e formatori si apre una fase di aggiornamento continuo, nella quale competenze tecniche, conoscenza della normativa e digitalizzazione diventano elementi sempre più strategici.
Un confronto sulle novità a Safety Expo 2026
Questi temi saranno approfonditi nel corso di Safety Expo 2026, in programma il 16 e 17 settembre alla Fiera di Bergamo, dove istituzioni, esperti, organi di vigilanza e operatori del settore si confronteranno sugli effetti applicativi del DL 159/2025, del nuovo Accordo Stato-Regioni e sulle prospettive offerte dall'intelligenza artificiale e dai DPI intelligenti per la sicurezza nei luoghi di lavoro.
02/07/2026 Brico io inaugura il punto vendita di Cuneo
Continua il piano di espansione di Brico io in Italia con l'inaugurazione del nuovo punto vendita di Cuneo, aperto nei giorni scorsi all'interno del Centro Commerciale Grande Cuneo. L'apertura rafforza la presenza dell'insegna in Piemonte e porta la rete complessiva a 110 negozi, di cui 82 diretti e 28 in affiliazione.
L'apertura del negozio di Cuneo rappresenta anche il completamento del piano di sviluppo previsto da Brico io per il primo semestre del 2026. Il programma annunciato a inizio anno prevedeva due chiusure (Livorno e Cologno Monzese), due acquisizioni (Massa e Porto San Giorgio) e due nuove aperture, a Diano Castello e Cuneo.
L'azienda guarda ora alla seconda parte dell'anno con l'obiettivo di proseguire il percorso di crescita. La roadmap prevede una ulteriore chiusura, due acquisizioni e una nuova apertura già pianificata, con la possibilità di aggiungere un secondo nuovo punto vendita entro la fine del 2026, compatibilmente con l'andamento del mercato.
Carpanesi: "In linea con gli obiettivi di sviluppo"
"Siamo in perfetta linea con la nostra tabella di marcia e con gli obiettivi di efficientamento della rete voluti dall'Amministratore Delegato Paolo Micolucci, registrando un saldo complessivo positivo tra aperture e chiusure e un cambio di passo importante nelle performance", ha dichiarato Gian Luca Carpanesi, Direttore Acquisti e Marketing di Brico io.
"Abbiamo scelto Cuneo perché il Piemonte è una regione nella quale vogliamo incrementare la nostra presenza. L'inserimento in un centro commerciale già consolidato e ad alta attrattività ci consente di beneficiare fin da subito di un flusso costante di visitatori. Inoltre, i 2.300 metri quadrati del nuovo punto vendita ci permettono di valorizzare al meglio il nostro assortimento e i format shop-in-shop".
Carpanesi ha inoltre sottolineato il valore simbolico dell'inaugurazione, la prima seguita nel suo nuovo incarico in Brico io, coincisa con il lancio della nuova campagna televisiva dell'azienda.
Il nuovo Brico io di Cuneo
Il punto vendita si sviluppa su una superficie di 2.300 metri quadrati ed è dedicato ai principali comparti del bricolage, del fai da te, della manutenzione della casa e del giardino. Lo store dispone di un ampio parcheggio gratuito condiviso con il Centro Commerciale Grande Cuneo ed è gestito da un team di circa 20 addetti, impegnati nell'assistenza e nella consulenza ai clienti.
Due corner specializzati
Tra gli elementi distintivi del nuovo negozio figurano anche due shop-in-shop: Bolle Blu, corner dedicato ai prodotti per la pulizia della casa e la detergenza, con un assortimento specializzato dei principali marchi del settore; L'Outlet del Kasalingo, spazio dedicato a casalinghi, piccoli elettrodomestici, complementi d'arredo e articoli per la tavola e il tempo libero, con una proposta orientata alla convenienza.
Il legame con il territorio
L'apertura del nuovo Brico io è stata accompagnata anche da iniziative rivolte al territorio. L'azienda ha scelto infatti di sostenere come sponsor ufficiale la Granfondo internazionale "La Fausto Coppi", manifestazione ciclistica tra le più importanti della provincia di Cuneo.
Cambia la vendita cambia il venditore
19/04/2013
È il momento delle riflessioni, dei ripensamenti, del rimettersi in discussione e in gioco. Perché il mercato è sempre più liquido e per contenerlo servono recipienti in grado di seguirne il moto ondoso! Vorremmo iniziare ponendoci delle domande:
IL MERCATO STA CAMBIANDO?
Non ci sono dubbi che il mercato stia cambiando, anche in conseguenza della crisi che ci ha investito. Possiamo cogliere in diversi mercati alcuni caratteri comuni. Sono aumentate le aziende che offrono lo stesso tipo di prodotto o servizio e si assiste ad una sempre più forte globalizzazione dei mercati; cresce, la competizione, che si riflette in una tensione sui prezzi. C’è inoltre un fenomeno legato al ciclo di vita dei prodotti, che si accorcia in modo drammatico:dal lancio al declino una volta trascorrevano decenni, mentre adesso si va da qualche anno a qualche mese. Le imprese sono impegnate in un continuo processo di innovazione, ma molto spesso i tempi per la realizzazione di idee e progetti sono assai più lenti di quanto il mercato desidererebbe . Le aziende devono fronteggiare un mercato più reattivo ed aggressivo: se un prodotto va, bisogna consegnarlo subito, prima che siano i concorrenti a farlo. Ma la domanda di prodotti e servizi in molti settori si è stabilizzata rispetto all’offerta, o si è ridotta, ed è un fenomeno al quale le Imprese non erano preparate. In un passato anche recente, molte Aziende producevano sul venduto, trascinate da una domanda superiore all’offerta.
IL CLIENTE SI TRASFORMA?
In questo nuovo scenario anche il cliente si sta cambiando. In modo radicale, irreversibile. In primo luogo è assai più informato ed esigente: grazie alla formidabile diffusione di Internet, nel giro di una decina d’anni il cliente è diventato capace di “fare da sé”, nel comparare, confrontare, analizzare, valutare. Di conseguenza, è assai meno fedele che in passato, perché l’offerta è più ampia e diversificata. Con le tecnologie sono state superate tradizionali barriere geografi che e/o temporali. I comportamenti di acquisto sono meno prevedibili. I clienti pianificano assai meno e con difficoltà: sono più prudenti e lenti nel fare alcune scelte. In Italia, in particolare, la crisi ha portato ad una generale contrazione degli acquisti, a tal punto che i livelli precedenti saranno forse raggiunti di nuovo solo fra qualche anno. Molti acquisti, specie nei beni durevoli, vengono rimandati o ridotti, e di conseguenza numerose Imprese hanno dovuto constatare un incremento dei clienti che le hanno abbandonate e che sono comunque rimasti inattivi, mentre l’acquisizione di nuovi clienti si è trasformata in una vera e propria “Mission Impossible”, con conseguente frustrazione, dispendio di energie e perdita di tempo e denaro.
IL VENDITORE SI ADEGUA?
Disorientato. Incerto. Demotivato. Depresso. Il venditore, oggi spesso è in questa situazione. Deve fronteggiare un mercato variabile, e cerca di adeguarsi a clienti sempre più imprevedibili, infedeli, reattivi. Se guarda indietro scoprirà di aver perso dei clienti, e troverà difficile acquisirne di nuovi. L’idea di cercare e conquistare nuovi clienti spaventa. Questo perché i venditori accusano gravi difficoltà nel gestire il cambiamento, e vedono spesso nella propria azienda, che li bombarda di messaggi, a volte contrastanti, un nemico, più che un alleato. Si diffondono discorsi come: Ho sempre fatto così, perché dovrei cambiare? La risposta a questo momento critico è spesso una chiusura a riccio:ci si chiude su abitudini e comportamenti e una visita ad un potenziale nuovo cliente che si conclude con un insuccesso diventa frustrante, specie quando si guadagna a provvigione. Tornare da clienti già visitati? È una buona idea, ma spesso mancano nuovi argomenti, margine di manovra sui prezzi, materiali promozionali efficaci. La sempre maggiore complessità ha costretto molti venditori a svolgere compiti non strettamente legati alla vendita (e quindi non retribuiti): riunioni, report, questionari, senza dimenticare gli strumenti informatici, come PC, telefonino, tablet. Da ultimo i guadagni sono spesso ridotti rispetto al passato e fare carriera è più difficile.
QUAL’È LA VERA FUNZIONE DEI CAPI AREA ,CAPI FILIALE ?
Una situazione altrettanto difficile attanaglia i capi intermedi (capi area, capi filiale, agenti generali). In genere si arriva a questi incarichi avendo alle spalle una brillante carriera di venditori. Perciò queste figure non sono state scelte per le capacità di guidare un team, formare persone, supervisionare: sono stati promossi per le doti individuali mostrate nella vendita . Vendere e dirigere le vendite altrui non è la stessa cosa. Spesso i capi intermedi non hanno una formazione adeguata: non sanno delegare, insistono sui propri meriti e su modelli personali che li hanno portati al successo, senza considerare potenzialità e capacità dei venditori. È come dire che un giocatore di calcio che fa tanti gol viene promosso ad allenatore! I capi area e i capi filiale sono costretti a riferire ed amplificare messaggi e direttive che arrivano dai direttori di vendita, ma dall’altra parte trovano un team di venditori demotivati e spesso ostili che li tempestano di richieste. Gli si richiede risultati a breve o brevissimo termine, sono sommersi dalla preparazione di report, analisi, documenti, presentazioni e spesso delle lacune nelle capacità manageriali, specie quando si tratta di ricerca e formazione di nuovi venditori. Oggi, al contrario, servirebbero capi in grado di sviluppare le capacità dei propri collaboratori per raggiungere gli obiettivi, ma occorre un metodo, che spesso manca. Per trasferire obiettivi bisogna negoziare, e poi occorrono azioni mirate. Molti capi intermedi, al contrario, lasciano libertà assoluta di scelta ai venditori con un sistema passivo, che punta sulla fortuna. Capita allora che Il capo intermedio si limiti a qualche affiancamento e che il venditore lo porti dove ci sono dei clienti difficili con lo scopo di far capire al capo che la sua attività è difficile e che ha bisogno di offrire ai clienti condizioni che lui non può concedere. Insomma un vicolo cieco.
HA SENSO ANCORA PARLARE DI DIREZIONE VENDITE? NON È MEGLIO PUNTARE SULLA DIREZIONE DEL PERSONALE DI VENDITA?
Nel nuovo scenario la direzione vendite ha un ruolo decisivo: deve ispirare e dirigere le persone, non solo fare il supervisore dei risultati. Il nuovo ruolo strategico mette così in luce alcune carenze, specie in materia di reclutamento, di formazione, di animazione e di motivazione. I capi intermedi che riportano alla direzione vendite hanno spesso gli stessi limiti, e il risultato è che l’orientamento è di chi si occupa di dirigere le vendite in azienda è di focalizzarsi in prevalenza sugli aspetti quantitativi e a breve termine. Le domande quotidiane tipiche rivolte ai propri venditori sono: Quanto avete venduto oggi?, Quanto avreste dovuto vendere per raggiungere il budget?. Poca attenzione viene dedicata alla formazione, alla crescita professionale del team. In tempi di crisi, anzi, l’investimento in questo campo spesso si riduce. Una grave lacuna riguarda spesso anche lo stile manageriale delle direzioni vendite: la guida e la motivazione della forza di vendita è affidata al fai-da-te e chi non sa arrangiarsi viene visto con sospetto. Prevale il modello incentrato su una rapida spiegazione del prodotto e poi… P.B.V., ovvero: Prendi la Borsa e Vai. E cosa dire del sistema di selezione e reclutamento del personale di vendita? Lo schema classico è quello che punta su persone introdotte nel settore: questo criterio sottintende che il nuovo venditore porterà con sé i propri clienti e darà così garanzie sui risultati a breve termine. Poco importa che ci sia, invece, un metodo per acquisire nuovi clienti e quindi contribuire a un futuro dell’ azienda! C’è una valida alternativa, che consiste nel cercare venditori in gamba. Per scoprire questi talenti, però, bisogna investire più tempo e risorse nella ricerca e selezione, anche avvalendosi di consulenti esterni. I colloqui sono più approfonditi e spaziano su elementi qualitativi più che sulla mera conoscenza del mercato. Ma quanti direttori vendite sanno fare condurre una simile ricerca? Quanti hanno il tempo e la pazienza di cercare persone in gamba, invece di limitarsi a reclutare un bravo venditore dalla concorrenza? Un venditore in gamba, infatti, anche se non conosce il settore e i clienti, può rapidamente diventare operativo e produttivo con una adeguata formazione (altro fastidioso impegno per le direzioni vendita). Un ultimo, frequente limite riguarda l’avvio dell’attività. Invece di dedicare tempo e risorse all’inserimento delle nuove figure ci si limita ad un affiancamento con … il migliore venditore. Il problema è che non sempre (anzi quasi mai) il miglior venditore sa anche insegnare ad altri. Se ha dei “segreti del mestiere”, raramente li condividerà con altri, specie se nuovi arrivati! Quando va bene si limiterà a dire al nuovo arrivato: Vieni che ti faccio vedere come si fa, perché l’ affiancamento è visto come una perdita di tempo. Un altro elemento critico riguarda gli stimoli al venditore che si basano su incentivi e premi incentrati solo sul venduto a breve termine e poco sull’attività svolta (aspetto qualitativo).. Alle convention roboanti non seguono quasi mai piani, programmi e iniziative di formazione adeguati per “coltivare” e fare crescere la forza di vendita nel tempo.
CHE RITORNO HA DATO L’INVESTIMENTO FORMATIVO SULLA VENDITA?
Un’analisi critica dell’addestramento e formazione mostra le teorie e queste attività come non vengono abbinate a obiettivi e piani di azione da applicare e supervisionare. Ed è proprio da questi spunti è nato e si è sviluppato l’innovativo metodo del coaching applicato alle vendite, dove l’allenatore - formatore aiuta il venditore a trovare da solo le soluzioni migliori per migliorare la propria attività di vendita. Non tutte le persone sono pronte e aperte a nuovi e innovativi approcci formativi, perciò quello che conta è l’opportunità di decidere qual è, oggi in termini di progetto di formazione per un ‘ azienda il proprio “abito su misura”. Poca attenzione viene dedicata alla formazione, alla crescita professionale del team. In tempi di crisi, anzi, l’investimento in questo campo spesso si riduce.
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