Safety Expo: accredito sì, parcheggio no
09/09/2026
A Safety Expo di Bergamo, il 16 e 17 settembre, giornalisti accreditati e parcheggio gratuito sembrano seguire due strade separate. Il pass stampa permette di entrare in fiera. Non permette però di parcheggiare gratis l’auto.
Per gli espositori il parcheggio è gratis. Per i giornalisti, invece, non lo è. Anche se sono regolarmente accreditati e presenti per seguire la manifestazione, il 16 e 17 settembre dovranno pagare per poter parcheggiare e partecipare all’evento. Questa scelta lascia almeno perplessi. L’accredito stampa permette di entrare alla fiera, ma evidentemente non include anche il privilegio di parcheggiare gratis. In pratica, alla Safety Expo la stampa è la benvenuta, ma solo se paga di tasca propria. È una distinzione curiosa tra chi espone e chi racconta l’evento, soprattutto perché i giornalisti accreditati partecipano proprio per lavorare. Il messaggio, almeno per quanto riguarda il parcheggio, sembra chiaro. L’ingresso con accredito è gratuito, ma il parcheggio si paga. Eppure, la stampa è parte dello sviluppo e della crescita di un evento: raccontarlo, dargli visibilità e contribuire a farne conoscere contenuti e protagonisti significa contribuire alla sua stessa crescita.
Eugenio Cecchin è il nuovo CEO di U-Power
09/09/2026
U-Power apre una nuova fase della propria storia industriale con la nomina di Eugenio Cecchin a nuovo Amministratore Delegato del Gruppo. Il fondatore Franco Uzzeni, che finora ha ricoperto sia la carica di Presidente sia quella di CEO, mantiene la Presidenza e continuerà a presidiare la visione strategica, l’identità e lo sviluppo del brand.
Con la nomina di Eugenio Cecchin, la guida operativa di U-Power passa a un manager con oltre vent’anni di esperienza internazionale in ambito industriale, commerciale e di general management. Ingegnere aerospaziale, formato al Politecnico di Milano, e con un MBA in Marketing e Strategia conseguito alla SDA Bocconi, Cecchin ha sviluppato il proprio percorso professionale all’interno di realtà industriali internazionali e organizzazioni impegnate in importanti processi di crescita e trasformazione.
La sua carriera è iniziata negli Stati Uniti, in CNH New Holland, come ingegnere di produzione. Successivamente è entrato in Hilti, dove ha maturato oltre dieci anni di esperienza ricoprendo ruoli di crescente responsabilità tra Italia, Regno Unito e sede centrale in Liechtenstein. Il percorso lo ha portato dal marketing strategico alla guida commerciale, fino alla responsabilità globale del brand management di Gruppo.
Cecchin ha poi assunto incarichi di vertice in aziende partecipate da fondi di private equity, tra cui President & CEO di Ideal Standard Italia e CEO ad interim di AICO, nell’ambito di un percorso di turnaround. In seguito è entrato in BMI Group, dove ha ricoperto responsabilità regionali sempre più ampie: da Region Head per Italia, Adriatico e Bulgaria a Regional President per l’area DACH, fino all’attuale responsabilità estesa ai mercati del Nord e dell’Est Europa.
Franco Uzzeni resta Presidente di U-Power
La nuova organizzazione mantiene quindi una netta continuità con la storia e con la visione imprenditoriale che hanno accompagnato la crescita di U-Power. Franco Uzzeni, fondatore del Gruppo, continuerà a ricoprire il ruolo di Presidente, concentrandosi sulle direttrici strategiche e sugli elementi distintivi del brand, con particolare attenzione a prodotto, innovazione e capacità di anticipare l’evoluzione del mercato.
"U-Power è nata dall’idea che nel mondo della sicurezza si potesse fare qualcosa di completamente diverso, e in questi anni il mercato ci ha dato ragione. Oggi il Gruppo ha una dimensione e un’ambizione che richiedono una struttura manageriale all’altezza, e il momento giusto per separare la guida operativa da quella strategica. Affidare la carica di CEO a Eugenio significa dare continuità alla nostra visione con l’esperienza internazionale necessaria per il passo successivo. Io continuerò a occuparmi di ciò che ha sempre fatto la differenza per noi: prodotto, brand e capacità di anticipare il mercato", ha dichiarato Franco Uzzeni
U-Power punta alla leadership europea nei DPI
La nomina del nuovo CEO arriva in una fase di forte accelerazione per U-Power, impegnata in un percorso di crescita finalizzato a consolidare la propria leadership europea nel settore dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI). La strategia del Gruppo parte dai tre pilastri già consolidati — calzature di sicurezza, abbigliamento da lavoro e guanti — e prevede un progressivo ampliamento dell’offerta verso ulteriori categorie di protezione, tra cui caschi, occhiali e dispositivi per la protezione dell’udito. L’obiettivo è costruire una proposta sempre più completa nel mercato dei DPI a 360 gradi, rafforzando al contempo il posizionamento premium e la presenza internazionale del Gruppo.
Eugenio Cecchin: «Diventare il leader indiscusso europeo nei DPI»
Il nuovo Amministratore Delegato sottolinea il potenziale di crescita di U-Power e il ruolo strategico che avranno famiglia Uzzeni e Renaissance Partners nel percorso futuro del Gruppo: "Sono affascinato dal potenziale straordinario di questo Gruppo. Ho trovato una squadra con una grande capacità di leggere il mercato, il coraggio di fare scelte non convenzionali e una velocità di esecuzione fuori dal comune. Il supporto della famiglia Uzzeni e di Renaissance Partners sarà un pilastro fondamentale per accompagnare la crescita strategica del Gruppo. La nostra ambizione è chiara: diventare il leader indiscusso europeo nel settore dei DPI, competendo nella fascia premium attraverso valore di prodotto, brand e comunicazione".
U-Power si rafforza in Germania con l'acquisizione di Kübler
La realtà attiva nel mercato europeo dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), controllata da Renaissance Partners e dalla famiglia Uzzeni, ha firmato un accordo vincolante per l'acquisizione del 100% di Kübler. Tale operazione, dopo la recente acquisizione del Gruppo CERVA, - riporta una nota - rafforza la presenza di U-Power in Germania – il primo mercato europeo dei DPI – attraverso un marchio locale storico e riconosciuto. Kübler continuerà a operare sul mercato con il proprio marchio, la propria competenza di prodotto e le relazioni consolidate con clienti e rivenditori specializzati. L'attuale management team manterrà la guida dello sviluppo operativo dell'azienda. Il closing è subordinato alle consuete autorizzazioni regolamentari ed è atteso nel primo trimestre del 2027.
Cardinale Days, debutto col botto: la prima edizione conquista la filiera
08/09/2026
Si è conclusa con eccellenti feedback la prima edizione dell’evento promosso da Cardinale Group e organizzato da Ma.Mu Divisione Eventi, che il 5 e 6 settembre ha portato ad A1 Expò di Caserta business, networking, innovazione, spettacolo e nuove opportunità di incontro per i professionisti della ferramenta e della termoidraulica.
Caserta, settembre 2026 - Due giornate intense, un pubblico numeroso, aziende, professionisti e operatori riuniti sotto lo stesso tetto. È questo il bilancio della prima edizione di Cardinale Days, l’evento B2B promosso da Cardinale Group e organizzato da Ma.Mu Divisione Eventi, che il 5 e 6 settembre ha trasformato A1 Expò di Caserta in un grande spazio dedicato al business, alle relazioni e alla condivisione. La manifestazione ha centrato l’obiettivo di creare un nuovo punto di incontro per il mondo della ferramenta e della termoidraulica, mettendo in connessione clienti, fornitori, aziende partner e professionisti.
Un’occasione concreta per conoscere prodotti e soluzioni, intercettare le novità del mercato, confrontarsi sulle evoluzioni dei settori e, soprattutto, costruire nuove opportunità commerciali. Il successo della prima edizione conferma la forza di un format che mette al centro le persone e le relazioni, trasformando l’appuntamento fieristico in un’esperienza più ampia, capace di unire confronto professionale, business e convivialità.
Affari, innovazione e un programma che ha coinvolto tutti
Il cuore pulsante dell’evento è stata l’ampia area espositiva, dove le aziende partner hanno incontrato direttamente clienti e operatori, presentando prodotti, novità e soluzioni per i due comparti. Ma Cardinale Days è andato ben oltre la dimensione espositiva. Il programma ha alternato momenti di networking, approfondimento e confronto professionale a numerose occasioni di socialità e intrattenimento, creando un’atmosfera dinamica e partecipativa per tutta la durata della manifestazione. Grande attenzione è stata dedicata anche alle famiglie, con un’area bimbi pensata per accogliere i più piccoli e permettere a tutti di vivere l’evento in modo piacevole e coinvolgente.
E quando è arrivato il momento dello spettacolo, Cardinale Days ha alzato ulteriormente il ritmo. Il pubblico ha assistito allo spettacolo di Biagio Izzo, seguito dalla serata Ritmo 90 e dalla DJ Night, trasformando la giornata in una vera festa. La partecipazione di Elisabetta Gregoraci ha portato ulteriore energia e intrattenimento, contribuendo al clima di festa e convivialità. Un programma costruito per accompagnare il pubblico dalla dimensione professionale a quella più informale, rafforzando quello che è stato uno degli elementi distintivi della manifestazione: la capacità di far incontrare business e relazioni in un contesto che ha coinvolto persone di età e interessi diversi.
Ferramenta e termoidraulica, insieme per guardare avanti
La vera novità di Cardinale Days è stata però la sua capacità di mettere insieme due mondi complementari: ferramenta e termoidraulica. Due filiere differenti, ma accomunate da esigenze, sfide e opportunità sempre più trasversali, che per due giorni hanno trovato uno spazio comune di confronto.
“Con Cardinale Days abbiamo voluto dare vita a qualcosa di veramente nuovo: un evento capace di mettere insieme business, innovazione e relazioni, ma anche di creare un’esperienza che coinvolgesse realmente le persone. La risposta di clienti, partner e aziende è stata straordinaria e ci conferma che abbiamo intrapreso la strada giusta. Aver riunito il mondo della ferramenta e quello della termoidraulica in un unico appuntamento è per noi un risultato importante. Questo è solo l’inizio: vogliamo far crescere Cardinale Days e trasformarlo in un appuntamento sempre più forte e riconoscibile per tutta la filiera”, dichiara Carmine Cardinale, titolare di Cardinale Group.
La prima edizione di Cardinale Days ha dunque lanciato un messaggio chiaro: l’evento ha tutte le caratteristiche per diventare un appuntamento di riferimento per la ferramenta e la termoidraulica, con l’ambizione di crescere ancora, ampliare le opportunità di incontro e consolidare nel tempo una community sempre più forte attorno a Cardinale Group.
Cardinale Group è una realtà che opera su tutto il territorio nazionale attraverso Cardinale Group Srl, Cardinale Ferramenta Spa e Aeffe Service Srl. Numeri e struttura raccontano la dimensione di un Gruppo che continua a investire per essere sempre più vicino ai propri clienti: 150.000 metri quadrati di aree lavorative coperte, circa 60.000 articoli disponibili a magazzino e una rete logistica in grado di garantire consegne rapide in 24/48 ore. Un’organizzazione costruita per sostenere la crescita dei professionisti e degli operatori della filiera e che trova negli eventi come Cardinale Days un ulteriore strumento per rafforzare il rapporto diretto con il mercato.
Progress Profiles rinnova la partnership con Udinese Calcio
07/09/2026
Prosegue la collaborazione tra Udinese Calcio e Progress Profiles: l’azienda italiana attiva nelle soluzioni tecniche e di design per l’edilizia sarà Official Partner del Club anche nella stagione sportiva 2026/27.
Udinese Calcio è lieta di annunciare il rinnovo della partnership con Progress Profiles, che conferma il proprio ruolo di Official Partner del Club per la stagione 2026/27. La collaborazione tra Udinese Calcio e Progress Profiles prosegue nel segno di valori condivisi quali innovazione, qualità, affidabilità e visione internazionale, rafforzando il legame tra due realtà accomunate dalla ricerca dell’eccellenza e dalla capacità di guardare al futuro.
Progress Profiles, eccellenza italiana nel settore dell’edilizia
Da oltre quarant’anni, Progress Profiles rappresenta un punto di riferimento nella progettazione e produzione di profili tecnici, sistemi di posa e soluzioni di design per l’architettura e l’edilizia.
L’azienda è un’eccellenza del Made in Italy riconosciuta a livello internazionale e vanta una presenza consolidata in oltre 90 Paesi. Con 4 sedi nel mondo, 1 centro di formazione, 220 dipendenti, 120 professionisti tecnico-commerciali e 30 brevetti, Progress Profiles mette a disposizione del mercato più di 15.000 soluzioni dedicate al settore dell’edilizia e dell’architettura.
Un percorso di crescita fondato su ricerca, innovazione e competenza che trova nella partnership con Udinese Calcio un ulteriore punto di incontro, all’insegna di una comune vocazione internazionale.
Progress Profiles Official Partner dell’Udinese anche nel 2026/27
Anche durante la stagione 2026/27, il marchio Progress Profiles sarà presente al Bluenergy Stadium e sui canali ufficiali di Udinese Calcio, consolidando una partnership costruita su eccellenza, affidabilità e attenzione all’innovazione.
Il rinnovo della collaborazione conferma la volontà delle due realtà di proseguire un percorso condiviso, valorizzando la visibilità del brand Progress Profiles attraverso il mondo bianconero e rafforzando una collaborazione che unisce sport, impresa e Made in Italy.
L’AI è già in azienda. Ma chi la controlla?
03/09/2026
Chatbot, strumenti generativi e applicazioni AI sono già utilizzati quotidianamente in molte organizzazioni. Il problema nasce quando il management non sa quali strumenti vengono usati, da chi e con quali dati.
Il problema non è l’intelligenza artificiale che l’azienda acquista, implementa e governa. È quella che entra nell’organizzazione senza che nessuno se ne accorga. Si chiama Shadow AI. Il termine non indica una specifica categoria giuridica definita dall’AI Act, ma viene utilizzato in ambito aziendale per descrivere l’impiego non governato o non autorizzato di strumenti di intelligenza artificiale da parte dei dipendenti. È l’AI che viene utilizzata autonomamente dai collaboratori, senza che l’azienda abbia preventivamente definito strumenti, regole, responsabilità e modalità di utilizzo.
Un’AI già dentro le aziende
Gli esempi sono molto più comuni di quanto si possa immaginare. L’addetto amministrativo incolla un documento in un chatbot per ottenere una sintesi. Il commerciale utilizza l’intelligenza artificiale per analizzare i clienti, preparare un’offerta o scrivere una mail. Il customer care si fa suggerire le risposte da un sistema generativo. Nella maggior parte dei casi non c’è cattiva fede. C’è, piuttosto, l’utilizzo superficiale di uno strumento che funziona, fa risparmiare tempo e può aumentare la produttività. Il problema nasce quando l’azienda non sa che quello strumento viene utilizzato. Ed è proprio qui che la questione smette di essere soltanto tecnologica e diventa una questione di governance aziendale.
Prima di comprare, bisogna sapere cosa c’è già
La prima domanda che un imprenditore o un manager dovrebbe porsi non è necessariamente quale nuova piattaforma di intelligenza artificiale acquistare. È una domanda molto più semplice: quanta AI è già presente nella propria organizzazione? Quali strumenti vengono utilizzati? Chi li utilizza e per quali attività? Quali informazioni vengono inserite? Si tratta di dati aziendali, informazioni riservate o dati dei clienti? Esistono regole interne che disciplinano l’utilizzo di questi strumenti? Per rispondere non serve, almeno come primo passo, l’ennesima piattaforma. Può bastare un semplice file con cui iniziare a mappare l’AI che già circola nell’organizzazione, riportando almeno sei elementi: strumenti, persone, processi, dati, finalità e responsabilità. Perché il vero rischio della Shadow AI non è necessariamente utilizzare l’intelligenza artificiale. È utilizzarla senza sapere che la si sta utilizzando.
Quanto si può rischiare?
Il tema della responsabilità non è soltanto teorico. L’AI Act – Regolamento UE 2024/1689, all’articolo 99, prevede, in linea generale, sanzioni amministrative pecuniarie che possono arrivare fino a 35 milioni di euro oppure, se superiore, al 7% del fatturato mondiale annuo, per le violazioni più gravi, in particolare per le pratiche di IA vietate. Per altre violazioni, tra cui gli obblighi di trasparenza previsti dall’articolo 50, le sanzioni possono arrivare fino a 15 milioni di euro oppure al 3% del fatturato mondiale annuo. Per la comunicazione di informazioni inesatte, incomplete o fuorvianti alle autorità, il limite è invece fissato fino a 7,5 milioni di euro oppure all’1% del fatturato mondiale annuo. Per le PMI, l’AI Act stabilisce inoltre che la sanzione sia contenuta nel limite più basso tra la percentuale e l’importo fisso previsti. In ogni caso, la sanzione deve essere proporzionata alle circostanze del singolo caso. È quindi fuorviante affermare che, se un dipendente utilizza ChatGPT senza autorizzazione, l’azienda rischi automaticamente una sanzione da 15 milioni di euro. Il rischio va valutato in relazione a ciò che viene effettivamente fatto con l’AI e alle conseguenze che quell’utilizzo può produrre.
Quando la Shadow AI diventa davvero un problema
Il quadro può diventare molto più serio, per esempio, quando attraverso uno strumento di AI utilizzato informalmente vengono trattati dati personali, dati riservati, informazioni dei clienti o dati aziendali. In questi casi, l’utilizzo non governato dell’intelligenza artificiale può determinare una violazione del GDPR o entrare in conflitto con altre normative applicabili. È qui che la Shadow AI assume una vera rilevanza dal punto di vista manageriale. Il rischio, infatti, non è soltanto tecnologico. L’utilizzo non governato dell’AI può avere conseguenze sul piano della privacy, della sicurezza, della responsabilità e della conformità normativa. E la responsabilità manageriale passa inevitabilmente anche dalla capacità dell’organizzazione di sapere quali strumenti vengono utilizzati, da chi, per fare cosa e con quali dati.
Chi effettua i controlli in Italia?
Dal 2 agosto 2026 sono applicabili anche gli obblighi di trasparenza previsti dall’articolo 50 dell’AI Act. La Commissione europea precisa che la loro applicazione è principalmente affidata alle autorità nazionali competenti per la vigilanza del mercato. In Italia, il quadro nazionale individua diversi soggetti, ciascuno per le proprie competenze:
- ACN – Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, quale autorità nazionale con compiti di vigilanza del mercato, in particolare per gli aspetti legati alla sicurezza e alla cybersicurezza.
- AgID – Agenzia per l’Italia Digitale, quale autorità nazionale con funzioni di notifica, valutazione, accreditamento e monitoraggio della conformità.
- Garante per la Protezione dei Dati Personali, per le questioni di propria competenza, soprattutto quando l’utilizzo dell’intelligenza artificiale coinvolge dati personali.
La domanda che ogni manager dovrebbe porsi
La vera sfida, dunque, non è semplicemente decidere se utilizzare o meno l’intelligenza artificiale. È governarne l’utilizzo. Per un’impresa, il primo passo può essere sorprendentemente semplice: capire quanta AI viene già utilizzata ogni giorno, quali processi coinvolge, quali dati vengono trattati e chi ne è responsabile. Perché l’intelligenza artificiale non entra in azienda soltanto quando viene acquistata. A volte è già lì. E il management non lo sa ancora.
Fonti e riferimenti
Regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 giugno 2024, meglio conosciuto come AI Act, che stabilisce regole armonizzate sull’intelligenza artificiale nell’Unione Europea. Una precisazione è tuttavia importante: il regolamento prevede che l’AI Act si applichi in via generale dal 2 agosto 2026, anche se alcune disposizioni hanno date di applicazione differenti. In particolare, dal 2 agosto 2026 è applicabile l’articolo 50, relativo agli obblighi di trasparenza per determinati sistemi di IA. La Commissione europea conferma espressamente questa data.
L’articolo 50 riguarda, tra l’altro:
- sistemi di IA che interagiscono direttamente con le persone;
- sistemi che generano contenuti sintetici audio, immagini, video o testo;
- obblighi di informazione e, in determinati casi, di marcatura dei contenuti generati artificialmente.
Riferimenti:
- Regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 giugno 2024 – AI Act.
- Commissione europea, Orientamenti sugli obblighi di trasparenza per i fornitori e gli operatori di determinati sistemi di IA.
Articolo a cura di Denny Turi
iMarketing #iFerr 136 | Ferramenta: la sfida è diventare rilevanti
03/09/2026
Tra resistenza al cambiamento, digitalizzazione e nuove abitudini di acquisto, il settore ferramenta vive una fase di profonda trasformazione. Corrado Frigo Favalli di NSC Consulting indica le priorità per restare competitivi e rafforzare il posizionamento sul mercato.
“Molto spesso le strategie rimangono sulla carta: le aziende sanno dove vogliono andare, ma mancano continuità operativa, risorse dedicate e meccanismi strutturati per trasformare la visione in azione quotidiana”. È da questa consapevolezza, maturata in oltre trent’anni di esperienza aziendale, che nasce NSC Consulting, realtà fondata da Corrado Frigo Favalli per supportare produttori, distributori e rivenditori dei settori ferramenta, brico e garden.
Con un approccio pragmatico e fortemente orientato all’operatività, la società affianca le PMI nello sviluppo commerciale, nel marketing, nel digital marketing, nella presenza online e nella gestione strategica di marketplace ed e-commerce. L’obiettivo è aiutare le aziende a trasformare le strategie in risultati concreti e a competere in un mercato sempre più digitale e dinamico.
iFerr ha intervistato Corrado Frigo Favalli per approfondire le principali sfide che il settore della ferramenta deve affrontare e le opportunità offerte dal digitale.
Leggi l'articolo completo sull'ultimo numero di iFerr magazine: CLICCA QUI
Approfondimento #iColor 20 | Boris Imbiancature e Decorazioni
02/09/2026
Le tendenze del colore per interni sono sempre più divise tra chi ama sperimentare idee innovative e chi rimane fedele a soluzioni tradizionali. Boris Delmissier, titolare di Boris Imbiancature e Decorazioni, racconta a iColor la sua esperienza.
L’imbiancatura degli interni offre oggi un ventaglio sempre più ampio di soluzioni, tra colori, decorazioni, tecniche innovative e carta da parati. Scegliere la soluzione più adatta non è semplice: oltre agli aspetti estetici, infatti, bisogna considerare caratteristiche tecniche degli ambienti, materiali utilizzati e necessità specifiche dell’abitazione.
A guidare la scelta sono anche, naturalmente, i gusti del cliente, che il professionista cerca di assecondare quando possibile, valutando però eventuali controindicazioni tecniche. Chi si occupa quotidianamente di tinteggiatura e decorazione d’interni può osservare direttamente l’evoluzione delle richieste e intercettare le nuove tendenze del settore.
Imbiancatura degli interni: tradizione o voglia di osare?
Le richieste dei clienti sembrano dividersi sempre più nettamente tra chi rimane fedele alla tradizione e chi, invece, è disposto a sperimentare con colori, decorazioni e accostamenti originali. A influenzare le scelte è anche l’età della clientela, ma non solo. Sempre più spesso, infatti, sono designer e architetti a orientare le decisioni, aiutando i proprietari di casa a definire ambienti capaci di esprimere maggiore personalità e carattere.
In questi casi non mancano le soluzioni più audaci: colori intensi, abbinamenti inusuali, decorazioni moderne e tecniche innovative. Dall’altra parte esiste ancora una fascia di clientela più conservatrice, che preferisce riproporre la stessa tinta o la stessa decorazione già presente in casa, senza modificare radicalmente l’aspetto degli ambienti.
A queste tendenze estetiche si aggiungono poi esigenze legate alle caratteristiche costruttive delle abitazioni moderne. Un esempio particolarmente significativo è rappresentato dall’isolamento termico, che può contribuire alla formazione di condensa e muffa, rendendo necessario l’impiego di prodotti specifici.
Per approfondire le principali tendenze dell’imbiancatura casa e capire quali siano oggi le richieste più frequenti, abbiamo intervistato Boris Delmissier, titolare di Boris Imbiancature e Decorazioni.
Leggi l'articolo completo sul nuovo numero di iColor magazine: CLICCA QUI
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